Indie Italiano –

Banzai: Frah Quintale: Amazon.it: CD e Vinili}

Banzai

ARTISTA: Frah Quintale

GENERE: Indie, Urban

DURATA: 23 canzoni 1h 5min

DATA: 26 Giugno 2020, 4 Giugno 2021

 

Frah Quintale è uno degli artisti, se non l’artista, che più rappresenta l’indie italiano.

Divenuto famoso con l’ormai classico “Regardez Moi”, che presentava un’attitudine hip-hop influenzata da diversi generi musicali, l’artista bresciano trova la propria dimensione nella realizzazione di Banzai, suddiviso in Lato Blu e Lato Arancio.

Nel Lato Blu Frah Quintale ci accoglie con testi molto sentiti ed emozionali, ma allo stesso tempo semplici, rendendo la sua arte fruibile ed apprezzabile da tutti, spaziando tra diversi generi, dalle influenze hip-hop, al più preponderante R&B, soul, a tratti elettronico, a tratti più pop, rimanendo però musicalmente coerente e subito riconoscibile.

In Lato Blu troviamo un Frah sentimentale, che ci racconta la sua vita di coppia in Due Ali, Allucinazioni, Chanel e Contento, ma anche la sua vita mondana. Seguendo la narrazione, infatti, in Le cose sbagliate tradisce la sua ragazza durante una serata, portandolo a lasciarsi, e ad un malessere interiore che lo porta all’utilizzo di alcool e droghe leggere, mostrandoci però allo stesso tempo un Frah Quintale più malinconico e introspettivo, solitario e riflessivo.

 

Nel Lato Arancio, uscito un anno dopo, Frah Quintale manifesta ancora il suo malessere come in Scheletri, cercherà di riconciliarsi con la sua amata, ma il suo rifiuto lo porta a diverse avventure notturne e mondane, come in Cardio, dove fa finta di essere più giovane per provarci con una ragazza.

Nonostante le tante avventure, l’artista continuerà a soffrire e non riesce a fare a meno della sua amata, come afferma in Chicchi di riso, ma la narrazione continua con l’accettazione dei suoi errori e del suo stato attuale, accogliendo il dolore in modo diverso, come in Sempre bene, o Se avessi saputo.

Da un punto di vista musicale, il Lato Arancio è strettamente legato alla musica italiana: sono infatti tanti i rimandi ad artisti come Neffa o Lunapop, accompagnati da momenti che mostrano grande maturità artistica, come Pianeta 6 o Cardio.

Questa sezione dell’album si avvicina molto anche al cantautorato italiano, soprattutto nelle ballate Sempre Bene e Se avessi saputo.

Nonostante le due parti di Banzai raccontino l’amore da diversi punti di vista, musicalmente si mostrano comunque simili e complementari.

Si tratta di un progetto che, nonostante la grande popolarità, è interessante e particolare, consigliato a tutti quelli che si vogliono avvicinare dalla musica urban-hiphop a generi più elaborati e particolari.

 

buonanotte, testacoda di testacoda su Apple Music

buonanotte, testacoda

ARTISTA: Testacoda

GENERE: Hyper Pop

DURATA: 9 canzoni, 25 min 58 sec

DATA: 24 giugno 2022

 

La scena musicale italiana ospita una grandissima mole di generi e sottogeneri, da quelli più tradizionali fino alle tendenze più innovative; tuttavia risultano alla fine essere vincenti canzoni di poco significato, fatte puramente per essere commercializzate, e che ripropongo sempre le solite tematiche, di cui la più inflazionata è sicuramente l’amore.

Ma io credo che se si vuole trovare delle canzoni che parlino sinceramente e in modo efficace di amore, si debba iniziare a cercare nel sottobosco della musica italiana, cercando in particolare fra gli artisti emergenti; questo è il caso del giovane (e promettente) testacoda.

Questo artista con il suo album di debutto, dal titolo buonanotte, testacoda , riesce a raccontare il sentimento e l’esperienza amorosa dal suo punto di vista, carico di esperienze personali e profondi attimi di riflessione.

Il tutto accompagnato da strumentali hyper pop, caratterizzate da strumentali frizzanti ed effetti “armoniosamente elettronici”.

Il brano d’apertura ti voglio bere descrive in maniera davvero realistica lo sguardo fra il protagonista e la sua amata, che provoca in lui una serie di reazioni psico-fisiche devastanti,  parla infatti di come inizi a tremare e a sentire un fuoco divampare dentro di sé, riprendendo un po’ la concezione catulliana. Il titolo e il ritornello, con il loro gioco di parole, spiegano poi come il volere bene a qualcuno sia un’azione che fornisce nutrimento alla propria anima, che tuttavia continua ad avere fame e sete, senza mai saziarsi.

Passando poi a blade runner  la situazione cambia, perché testacoda qui racconta un fallimento amoroso, qualcuno che lo ha messo sotto un tappeto con lo scopo di nasconderlo per dimenticarlo; la reazione del rifiutato e invece completamente opposta, perché prova disperatamente ad aggrapparsi a questa storia ormai passata. Però il protagonista è una persona che ha visto di tutto, come rimandato dalla citazione presa dal film a cui la canzone è intitolata, e alla fine riesce a uscire da questa situazione struggente, rinnegando quell’amore fallimentare.

Nella canzone successiva, buonanotte,  l’artista ritrova quindi  la pace nel suo letto, che aveva ospitato precedentemente l’amata, e sognando ripercorre i momenti di affetto ormai passati, cullato dal suo profumo che ancora persiste.

Ma in igloo sembra aver trovato una compagna, con la quale compie un rapporto, descritto con dei versi di una dolcezza davvero sincera; è interessante anche ascoltare la descrizione della ragazza che appare rovesciata, rispetto alla sua figura usuale, nel momento in cui si lascia trasportare dalla follia amorosa.

Successivamente in fuga x5 viene descritta la compagna come un’ancora di salvezza per testacoda, che oppresso dagli impegni e da pensieri negativi, trova in lei un modo per fuggire dalla tediosa normalità, correndo verso una luna alla ricerca di qualcosa che possa finalmente permettergli di essere felice.

Si arriva poi a padremadre che si sposta leggermente dalla tematica centrale, affrontando il rapporto del protagonista con i suoi genitori: con molto affetto e nostalgia ricorda le parole del papà e della mamma. Questa separazione è stata però necessaria per il ragazzo, perché lo ha aiutato a rendersi conto veramente di come funziona la vita; la canzone vuole quindi essere un ponte fra i tre, per permettere loro di sentire meno la mancanza.

Ritorna la vicenda amorosa in piango, dove viene rappresentato forse un momento di crisi della coppia, in cui i due amanti litigano fra loro; qui testacoda sembra appunto piangere sia per sfogarsi che per chiedere alla sua ragazza di riconciliarsi.

Diretta conseguenza della canzone precedente è pop pop in cui l’autore analizza le cause della separazione ma soprattutto mostra il suo dolore e il suo senso di smarrimento, che potrebbero portarlo anche a compiere un atto estremo.

Finisce la storia, con outro 2, in cui il ragazzo sembra ormai essere in uno stato di apatica accettazione, in cui rifiuta ogni sorta di aiuto, affermando che non ha bisogno di niente e nessuno, se non un po’ di luce. Ad un certo punto sembra però voler riprovare a offrire il proprio amore, chiedendo se qualcuno vorrebbe “bere un sorso” di lui, rimandando alla prima canzone. Tuttavia alla fine continua a ripetersi che ormai non ha più bisogno dell’amore della sua amante passata, chiudendo così il tutto.

Questo album meriterebbe davvero più notorietà, per come riesce a trasmettere emozioni così complesse in una maniera così piacevole e semplice da ascoltare.

 

Obe - Mace - CD | laFeltrinelli

OBE

Autore: MACE

Genere: Alternativa, Hip Hop sperimentale

Durata: 17 canzoni, 1h

Data: 4 febbraio 2021

 

OBE, acronimo di Out of Body Experience, è il primo album in studio di Simone Benussi, in arte MACE, produttore che aveva già collaborato con importanti personaggi della scena musicale italiana come Gemitaiz, Venerus, Salmo e tanti altri.

Il punto forte di quest’album è quello di riuscire a prendere artisti (in tutto 30) appartenenti a generi molto diversi tra loro e unirli insieme, portarli fuori dalla loro “comfort zone” e infine creare canzoni in cui si può trovare il lato più creativo e insolito di questi musicisti. Le sonorità di questo progetto ti portano a vivere un viaggio psichedelico, come ci promette il suo stesso titolo, sarebbe stato interessante se questa esperienza fosse raccontata anche nei testi, ma il produttore ha deciso di trattare altre tematiche, la cui predominante è l’amore. Le canzoni dell’album spaziano tra vari generi (tutti rivisitati in chiave elettronica): hip hop in tracce come “Buonanotte” e “Colpa tua”, in cui sono però presenti forti impronte dell’indie. Un altro genere molto presente è l’r’n’b, portato dalle voci di Venerus, Rkomi e Joan Thiele nelle canzoni “Non vivo più sulla terra”, “Senza fiato” e “Dal tramonto all alba”. Gli FSK introducono la trap nell’album, nella canzone “Ragazzi della nebbia”, che però ha un “twist” inaspettato: in questa traccia è presente anche Irama, che le dà un sentore un po’ più pop. Parlando di pop non si può non citare “La canzone nostra”, che ci pone davanti alla singolare voce dell’allora diciottenne Blanco e di un Salmo che nessuno si sarebbe mai aspettato, che riesce a tenere testa al giovane cantante. Sempre a proposito di pop e di nuovo cantautorato, il gioiello è l’allucinata “Ayahuasca”, cantata da Colapesce e Chiello che si fondono con una produzione ricca, esotica e psichedelica. Tra le citazioni di Hendrix di “Notte fonda”, il funk di “Sogni lucidi” e l’house di “Sirena”, c’è abbastanza per soddisfare anche chi non gradisce granché il mondo hip-hop e urban. Alla fine di quest’esperienza si arriva alla canzone “Hallucination”, che lascia spazio alla creatività del produttore, che non deve rendere conto a nessun altro artista, si trova quindi finalmente da solo con la sua musica, questa canzone rappresenta alla perfezione in concept di quest’album e non potrei immaginare una conclusione migliore. Ritengo che quest’album sia accessibile a qualsiasi ascoltatore, data la sua grande varietà, consiglio quindi caldamente l’ascolto di questa “esperienza extracorporea”.

Samuele Argento, Filippo Carmeni, Alessandro Ferri

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