V per Vendetta: L’unico verdetto è vendicarsi…

“Voilà! Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato. Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà. L’unico Verdetto è Vendicarsi… Vendetta… E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.”

Così si introduce V, il protagonista del film girato nel 2006 da James McTeigue, ispirato all’omonimo fumetto scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd. Il film è ambientato in un futuro prossimo al 2019 circa, gran parte del mondo ha attraversato una fase bellica e un periodo sociopolitico instabile che spesso è sfociato in guerre civili. Nel Regno Unito si afferma in quel periodo il Fuoco Norreno, un partito nazionalista che ottiene un forte consenso dalla popolazione attraverso la paura e tramite attentati biologici (attribuiti a ipotetici “terroristi”). Adam Sutler, capo di questo partito, dopo la vittoria alle elezioni, si fa nominare Alto Cancelliere, instaurando un regime dittatoriale e totalitario, che perseguita gli oppositori politici e le minoranze (musulmani, ebrei, neri, omosessuali, ecc.).

Una notte, durante il coprifuoco instaurato dal regime (chi veniva trovato fuori dalla propria abitazione, veniva subito arrestato), Evey Hammond, l’altro personaggio importante della vicenda, viene sorpresa da un paio di “castigatori” (l’equivalente delle SS hitleriane), ma viene salvata da V, che la porta sul tetto dei palazzi di Londra per farle ammirare la distruzione dell’Old Bailey, il Tribunale penale, la notte del 5 Novembre, lo stesso giorno della Congiura delle Polveri. Lo spettacolo di distruzione viene accompagnato da fuochi di artificio e dall’Ouverture 1812 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Da qui il governo si sente sotto attacco, iniziano indagini su indagini per capire chi sia veramente questo “terrorista”, tutte condotte dall’ispettore Finch: insabbia i fatti facendo credere che la distruzione del Old Bailey fosse già programmata da tempo; prende misure di sicurezza ancora più ferree per evitare che la gente esca dalle proprie case di notte. Ma il giorno dopo V ritorna, questa volta attaccando proprio la Jordan Tower, sede della BNT (la rete che trasmette notizie) e inviando un messaggio a tutta Londra, confessando di aver distrutto il tribunale dell’Old Bailey per spezzare il silenzio e ricordare il sacrificio di Guy Fawkes, dimostrando che concetti come giustizia e libertà sono prospettive reali per cui lottare. Invita così la popolazione a superare la paura ed a unirsi a lui l’anno successivo, il 5 novembre, davanti al Parlamento, per dare inizio alla rivoluzione.

Dopo questo iconico discorso, V, con l’aiuto sia diretto che indiretto di Evey, inizia ad uccidere alcuni dei membri del partito nazionalista tra cui Prothero (“la Voce di Londra”), Anthony Lilliman (un vescovo corrotto e pedofilo) e infine la Dottoressa Surridge, tutti coinvolti in degli esperiementi portati avanti in un laboratorio a Larkhill,un centro di detenzione. Il progetto era una ricerca per la creazione di armi biologiche, le cavie naturalmente erano gli oppositori al regime o gli indesiderati. Una volta ottenuta l’arma e naturalmente il suo vaccino, il virus viene testato su alcuni obiettivi sensibili dell’Inghilterra stessa, per poi accusare dei fantomatici terroristi dell’accaduto. Il laboratorio prese fuoco e l’unico sopravvissuto fu proprio V, che riportò gravissime ustioni su tutto il corpo. Da qui nascerà la sua vendetta.

Evey nel frattempo, spaventata dalla serie di omicidi pianificata a da V e dalle conseguenze del suo coinvolgimento, scappa dalla tana di V e si  rifugia da Gordon, un suo caro amico ed uno showman della televisione inglese. Qui lui le offre da bere e da mangiare, ma le svela anche un suo piccolo segreto. Gordon tiene nascosti in un angolo segreto degli oggetti proibiti dal governo inglese, tra cui foto di omosessuali, il corano e tanti altri dischi musicali tutti vietati da Sutler. Quella stessa sera però Gordon, forse ispirato da V,  prende una decisione che gli costerà la vita. Manda in onda un programma di satira e di attacco contro il cancelliere. La risposta non si fa attendere e i castigatori lo portano via da casa sua. Anche Evey viene rapita.

Si risveglia durante un interrogatorio dove le viene chiesto di rivelare chi sia V, ma lei non collabora. Dopo qualche giorno rannichiata sul pavimento della prigione, trova in una fessura del muro la lettera di Valerie, una donna e che era  stata rapita, solo perchè amava un’altra donna, e spedita a Larkhill, dove fecero esperimenti su di lei. Leggendo la sua commovente storia, Evey acquisice forza, e quando le viene chiesto nuovamente di collaborare, lei si rifiuta, perciò viene liberata. Comportamento alquanto strano per qualcuno del governo, infatti dopo aver fatto un breve giro per le celle, scopre che il suo rapitore altro non è che V, che ha costruito una replica della sua cella, quando era una delle cavie a Larkhill.

Con questa esperienza, V fa capire a Evey che non bisogna cedere alla propria paura, questa è solo da ostacolo, le fa capire che l’unica persona su cui deve contare, è se stessa. Prima però che Evey, vada via, le chiede di fargli una promessa: di trovarsi lì la notte del 5 Novembre. A distanza ormai di questa fatidica data, V si reca dal capo dei castigatori, il Signor Cready, gli chiede di tradire, rapire e portare a lui il Cancelliere Sutler, che ormai non ha più fiducia nei suoi collaboratori e prima o poi li avrebbe tutti uccisi.. Infatti la notte prima del 5, il Cancelliere incolpa gravemente Cready, dicendo che tutto ciò sta avvenendo per colpa delle sue inadeguatezze.

Arriva il 5 Novembre, V. invia a tutta la popolazione di Londra le maschere e un mantello, inoltre ha preparato un treno carico di esplosivi e diretto verso il Parlameto inglese. Ma prima di far saltare in aria il Parlamento, deve uccidere Sutler, per rendere veramente libero il paese. Purtroppo i castigatori lo feriscono a morte. Riesce a stento ad arrivare al treno, qui lo aspetta Evey che lo carica sul treno e attiva il meccanismo per farlo partire. Anche l’ispettore Finch non la ferma nell’azione, perché anche lui ha capito di essere stato tradito dallo stesso governo che serviva. Il film si conclude con l’esplosione del Parlamento, ammirata dagli indivdui in maschera, sia quelli vivi, sia quelli morti.

V per Vendetta è un film parecchio complesso e ruota attorno ad una serie di temi che si mettono in contrasto tra loro. Per esempio, il governo dispotico di “Fuoco Norreno” controlla la società tramite la paura, la censura e la sorveglianza: Il regime impone appunto il coprifuoco e l’intolleranza sfruttando la paura (delle guerre, dei virus o degli attentati) per giustificare la privazione dei diritti e ottenere l’obbedienza cieca dei cittadini. Contro questa tirannia, V propone l’anarchia, intesa non come caos fine a se stesso, ma come autogestione e assenza di un’autorità oppressiva. V, durante al suo annuncio infatti invita a fare ciò, ovvero a sottarsi alla paura e insorgere con le armi contro il governo, lui stesso infatti ribadisce più volte: “I manganelli possono sostituire il dialogo, ma le parole e la verità non perdono mai il loro potere”. Il film mette in evidenza anche il confine sottile tra la vendetta personale (il desiderio di punire chi lo ha torturato nei campi di prigionia) e la giustizia collettiva, che mira a liberare l’intera società. V infatti è stato cavia di questi esperimenti biologici per arrivare al potere e perciò preferisce rinunciare alla propria identità per diventare un concetto universale. Lui infatti non è solo l’uomo sopravissuto a Larkhill, ma è tutti gli uomini e donne che vogliono libertà. La maschera dimostra dunque che chiunque può portare avanti un’idea di giustizia e libertà al di là del singolo individuo. 

Davide De Prezzo 2F

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