Il 17 dicembre 2025 in 4E si è tenuta la riproduzione di un salotto illuminista: noi studenti abbiamo riprodotto l’atmosfera dei salotti di quei tempi con arredi e abiti. Dunque, le ragazze si sono trasformate in nobildonne e si sono organizzate per creare l’ambientazione delle case signorili dell’epoca, con candele, libri ma anche cibo e bevande. Mentre i ragazzi hanno interpretato uno dei filosofi che avevamo studiato precedentemente, in modo tale da portare le loro idee all’interno del salotto.
Madame de Warens, una nobile donna svizzera che per anni è stata la compagna di Rousseau, ha accolto nel suo salotto: Cesare Beccaria, Isaac Newton, Thomas Hobbes, John Locke, d’Alembert, Denis Diderot, Immanuel Kant, Jean-Jacques Rousseau, Montesquieu, Adam Smith, Robert Hooke e William Golding.
Queste sono le autorevoli parole con cui la nobildonna ha ricevuto i suoi illustri ospiti:

“Benvenuti, cari amici, sono Madame de Warens e vi accolgo con grazia in questo mio salotto, dove la luce della ragione si intreccia con il calore della conversazione. Qui, tra le torte appena sfornate, i dolci da condividere e gli antichi manuali, le idee trovano dimora e le anime curiose si riconoscono. Che la musica delle parole, la filosofia e l’arte del vivere animino questa mattinata. Accomodatevi, dunque, e sentitevi a vostro agio. Desidero dare inizio al nostro salotto con un quesito che, ne sono certa, saprà animare il dialogo e stimolare riflessioni sincere: quando un cittadino devia, stiamo giudicando un errore personale o il fallimento dello Stato e della comunità, che avrebbero dovuto educarlo e sostenerlo?”
Gli intellettuali hanno esposto uno per uno il proprio pensiero, anche confutando quello degli altri ospiti. D’altronde cos’è un salotto illuminista senza discussione?
Ad esempio, Cesare Beccaria ed Isaac Newton hanno presentato pareri discordanti: per Beccaria se l’uomo devia è colpa dello Stato che non ha fatto nulla per impedirglielo. La pena, piuttosto che una punizione, deve essere una rieducazione, al fine di reintrodurre il cittadino nella società. Beccaria sostiene che chi si comporta bene debba essere premiato.
Newton però, non ha condiviso il fatto che se l’uomo devia sia prettamente colpa dello Stato. Anzi, per lui la responsabilità principale è dell’individuo, questo perché Dio lo ha dotato del lumen naturale, ovvero la capacità di discernere il bene dal male. Ovviamente, se però lo Stato fallisce nel mantenere l’ordine, allora non è del tutto responsabile. Isaac va contro l’idea dell’introduzione di premi, perché premiare la normalità confonde il meccanismo della giustizia, la quale deve correggere l’ordine, non comprarlo.
Con questa attività abbiamo potuto conoscere i pensieri dei vari intellettuali, ma soprattutto abbiamo potuto vedere come spesso i filosofi si ritrovano in disaccordo su alcuni fronti e come spesso si contraddicano tra loro.
Quando il salotto si è concluso, Madame de Warens ha congedato i suoi compagni con le seguenti parole:
“Cari amici, il nostro salotto giunge ora al suo termine. Vi sono profondamente grata per aver animato questo dialogo con riflessioni autentiche, per il coraggio delle vostre idee e per la libertà con cui avete condiviso il vostro pensiero. Questo incontro si conclude, ma le questioni affrontate continueranno a vivere nei nostri animi, poiché il pensiero, una volta destato, non conosce fine. Ognuno di noi varcherà questa soglia diverso da come vi è entrato: più consapevole, più critico, forse persino migliore. Possano la ragione e la luce dell’intelletto guidare il vostro cammino, così come hanno illuminato questa sera le nostre menti. Vi ringrazio, amici miei, per aver reso questo salotto degno del suo tempo e del suo spirito.”
Alguien Matias 4E






