Cosa fareste se vi dicessero che il vostro futuro potrebbe essere controllato dall’IA? Cosa pensereste se foste a conoscenza di essere profilati dall’IA?
Di queste e di molte altre curiosità si sono occupati gli studenti di 3F durante la lezione ‘Critical thinking in the digital era’ insieme a due massime esperte di intelligenza artificiale, Jessica Niewint-Gori, Head of Research di Indire e membro della Commissione Europea che lavora su ‘Artificial Intelligence in Education’ e Lidija krali, analista ed esperta internazionale di data ed AI in educazione.
Gli studenti, muniti di computer, sono diventati parte attiva della prima attività rispondendo ad un quiz su quelle che sono le linee guida dell’Unione Europea sull’IA e sugli ambiti dove l’intelligenza artificiale viene regolata e considerata a rischio. Inoltre sono state presentate le definizioni corrette che dovrebbero essere utilizzate quando si parla di IA, di solito descritte con un linguaggio inappropriato.
E’ stato molto interessante apprendere aspetti che non vengono insegnati nelle lezioni di tutti i giorni ma che dovrebbero far riflettere sull’uso di questo strumento e sulla sua effettiva sicurezza. È curioso, ad esempio, che molti alunni ritengano di essere informati su questo argomento, mentre dal quiz è emerso che fossero alquanto disinformati.

La seconda parte dell’incontro, più teorica, riguardava la consapevolezza sulla disinformazione, il riconoscimento delle immagini generate o modificate dall’intelligenza artificiale ed infine l’insegnamento ad essere dei fruitori critici dei dispositivi IA.
Per sottolineare come oggi sia molto difficile riconoscere immagini generate o ritoccate dall’IA l’esperta Jessica Niewint-Gori ha mostrato nove immagini di cui solo due erano reali e ha invitato gli studenti a provare a distinguerle. Successivamente ha spiegato come siano i particolari a fare la differenza, sottolineando la difficoltà nell’individuare la presenza di dettagli creati dall’IA .
Al termine, è arrivato il momento delle domande poste dagli studenti, alle quali le due esperte hanno saputo rispondere in maniera puntuale. Una domanda interessante riguardava le funzioni che potrebbero essere ritenute utili per lo studio e l’apprendimento, senza limitare il pensiero critico e le capacità effettive dello studente.
LIdija Krali ha risposto citando alcuni esempi: riassumere testi o documenti molto lunghi, chiedere spiegazioni su argomenti poco chiari o da approfondire, ma anche tradurre da una lingua all’altra. Un’altra domanda accolta con molto interesse riguardava il collegamento tra i server dell’IA e l’ambiente che ci circonda. L’esperta ha risposto citando l’enorme quantità di acqua necessaria per raffreddare i server, i quali permettono il funzionamento dell’intelligenza artificiale, ma anche nominando la grande necessità di terreno per costruire questi server.
In conclusione, questa lezione è stata ritenuta molto interessante dagli studenti di 3F, non solo per la scoperta di nuove informazioni, ma anche perché ha permesso di osservare con spirito critico uno strumento che, al giorno d’oggi, viene utilizzato da un numero sempre maggiore di persone, spesso con una sempre minore capacità di critical-thinking, e le cui implicazioni future restano incerte.
Giacomo Dall’Asta e Tobia De Luca, 3F
Immagine: giuricivile.it





