Parma, Marsico diventa Consigliere Comunale e racconta il suo percorso, attraverso riflessioni, team working, pianificazione e azione.
Manuel Marsico, ex studente del Liceo Bertolucci, attualmente studia Filosofia presso l’università di Parma, dopo aver conseguito una laurea in Economia, Mercati ed Istituzioni presso l’università di Bologna. Ad oggi, è Consigliere Comunale di Parma e presidente del Circolo Arci POST.
Cosa ti ho portato a intraprendere questo percorso? Cosa significa ricoprire il ruolo di Consigliere Comunale?
“Quello del Consigliere Comunale è un ruolo di servizio, per il quale ho deciso di propormi perché in questi anni si è costruito un gruppo ampio e solido di ragazzi che credevano in ideali condivisi. La componente collettiva è fondamentale. Nel momento in cui c’è un gruppo e ti proponi per rappresentarlo, puoi intraprendere questo percorso. Da solo, si fa molta fatica. In più, la passione per la cosa pubblica e per la “teoria della giustizia”, ovvero l’idea che ci debba essere una giustizia sociale e che le istituzioni debbano farsi promotrici nel mondo di questa giustizia, è ciò che ha condizionato la mia scelta.”
Sei stato uno dei Consiglieri che ha ricevuto il maggior numero di voti. Ti aspettavi questo risultato?
“Sono stato il terzo consigliere per numero di voti, dopo l’attuale vice sindaco e l’assessore ai servizi educativi. E’ un risultato sicuramente molto importante, perché è uno dei più alti degli ultimi vent’anni. Tuttavia, questo non è altro che il frutto di un lavoro di squadra, che si è consolidato in cinque anni e nel quale in tanti si riconoscono.”
Com’è cambiata la tua vita da quando eri rappresentante al Bertolucci?
“La mia vita non è cambiata molto, perché penso che ciò che più mi caratterizza sia la propensione a mettermi in gioco, in tanti aspetti della vita. Quando facevo il rappresentante, facevo teatro, facevo sport e facevo, già allora, politica. Ovviamente ho dovuto selezionare le parti più importanti della mia vita: ho dato più spazio allo studio, ora universitario, e ho costruito un’associazione molto importante, alla quale devo dedicare tanto tempo, il POST. Sicuramente la grossa differenza la fa l’ingresso nel mondo “degli adulti”, per il resto, rispetto alla mia propensione e rispetto al mio mondo, direi che no, non è cambiato molto.”
Ti ritieni ancora “ripieno di idee” o qualcosa è cambiato?
“Si, mi ritengo “ripieno di idee”, perché credo che sia molto importante, nella vita, cercare sempre di trovare nuove soluzioni a problemi vecchi, quindi cerco di sviluppare questa esigenza nella mia quotidianità. Tuttavia, non basta essere “ripieni di idee”, ma bisogna essere in grado di rappresentarle, altrimenti si perde il senso della politica.”
Cosa ti ha lasciato il liceo Bertolucci?
“Penso mi abbia lasciato molto. I ricordi affettivi, nei confronti dei compagni di classe e dei docenti, sono sempre presenti nella mia vita quotidiana: con tanti di loro ho mantenuto un buon rapporto e, ogni tanto, riusciamo a confrontarci ancora. Inoltre, credo mi abbia lasciato una preparazione ottima, soprattutto dal punto di vista del pensiero scientifico. Ho imparato, infatti, ad essere critico nei confronti del reale e di ciò che mi sta attorno e credo che, per questo, io debba ringraziare molto i miei professori, che mi hanno sempre dato lo spazio per criticare ciò che mi stava attorno.”
Cosa vorresti diventare “da grande”? Qual è la tua più grande ambizione?
“La vita è strana. Ci sono tante piccole cose che uno immagina che possano essere veramente belle nella vita di ciascuno, ma alla fine si tratta di un incastro di contingenze.
Perciò, penso che si debbano cercare le cose belle in tutto ciò che si fa. Anche nel lavoro più umile del mondo, puoi trovare una realizzazione. Detto questo, per quanto mi riguarda, spero di riuscire a continuare i miei studi filosofici, facendo il dottorato e ricerca. Allo stesso tempo, però, vorrei unire la parte riflessiva a quella pratica, di azione, per modificare le ingiustizie che viviamo quotidianamente. Ecco perché “da grande” vorrei essere riflessivo e attivo, nel terzo settore, nel mondo dell’associazionismo o nel mondo della politica.”
Hai una figura di riferimento? Qualcuno che ammiri?
“I personaggi che ammiro sono tanti, da punti di vista diversi.
Dal punto di vista politico, a livello internazionale, ad oggi, ammiro Bernie Sanders, un senatore americano di lungo corso. Invece, i personaggi che ammiro in assoluto sono i grandi del pensiero, da Marx a Kant, passando dai rappresentanti del pensiero contemporaneo, come Rawls e Sen: credo possano essere un riferimento intellettuale per chiunque.”
Un consiglio per i giovani liceali che vorrebbero intraprendere una carriera politica?
“Solitamente consiglio di partire dai propri bisogni. Mentre si guarda, con ammirazione, i grandi fare politica, bisogna cercare di tenere a mente ciò che ci interessa in prima persona. Chiaramente, l’interesse nasce da una necessità, che per uno studente può essere la questione dei trasporti, gli affitti troppo alti per i fuori sede, l’acquisto di libri o l’apertura pomeridiana della struttura scolastica. Successivamente, bisogna cercare di ritagliare un pezzetto della propria vita alla politica, in maniera costante e collettiva. Il trucco è non lavorare mai da soli e pianificare un’azione duratura, che non deve essere dettagliata, perché andrà rivista e modificata nel corso del tempo.”
Alessia Naso





