IL TURISMO CONSAPEVOLE

Esiste davvero qualcuno a cui non piace viaggiare? Penso che se ne avessimo la possibilità saremmo tutti pronti a fare le valigie domani e partire per visitare quei posti che sogniamo ad occhi aperti ogni giorno, di cui guardiamo sempre le foto e per cui stiamo risparmiando da tanto. 

Ma quanti di noi sanno veramente cosa c’è dietro al grande settore del turismo? Siamo capaci di viaggiare con consapevolezza e rispetto?

Sono una grande sostenitrice dell’importanza dei viaggi ma sono altrettanto convinta che sia necessario informarci al meglio per poterlo fare in maniera responsabile. 

Quella che a noi potrebbe sembrare una semplice vacanza infatti ha grandi impatti sull’ambiente, sulle popolazioni locali e sui lavoratori, impatti non sempre positivi.

Avete mai sentito parlare dell’ “overtourism”? E’ un termine utilizzato per parlare di un fenomeno che potremmo definire come turismo di massa. Le persone sono spinte a visitare i soliti luoghi più conosciuti durante l’alta stagione, portando a un sovraccarico di lavoro concentrato solo in poche zone e in brevi periodi dell’anno. Gli affitti aumentano, gli abitanti locali non riescono a sostenere i prezzi e le città diventano spesso invivibili. Ovviamente questo settore è fondamentale per tanti Paesi in via di sviluppo, tra cui anche l’Italia, in cui produce non meno del 13% del PIL nazionale e dà lavoro al 10% della popolazione attiva. In moltissime destinazioni però la parte della popolazione occupata nell’ambito del turismo lavora per pochi mesi all’anno e quando finisce l’alta stagione si ritrova disoccupata; questo ha una terribile influenza sulla vita delle popolazioni locali e sulla situazione economica dei Paesi. 

Nella maggior parte delle destinazioni infatti il turismo non porta vantaggi per la popolazione locale, in particolare nei Paesi più poveri, ma arricchisce sempre di più le grandi multinazionali. Questo settore causa spesso uno sfruttamento dei lavoratori (in Paesi come Thailandia, Kenya e Tanzania la paga giornaliera arriva raramente a 5 dollari), perché in molti casi è gestito da aziende internazionali che ne traggono vantaggio e sfruttano i loro lavoratori locali, portandoli a lavorare per anche più di 12 ore al giorno per guadagnare stipendi a dir poco ridicoli. L’overtourism non fa altro che incentivare questi fenomeni, per questo è importante scegliere le destinazioni dei nostri viaggi in maniera consapevole, informandosi sulle condizioni degli impiegati in questo ambito.

I social influenzano tantissimo il settore turistico e sono una delle cause maggiori del fenomeno dell’overtourism. Le persone tendono infatti a visitare sempre le solite destinazioni più famose, solo perchè ormai sembra necessario fare vacanze all’ultima moda e spesso si finisce per perdere di vista la vera bellezza di viaggiare. Parlando con persone che veramente hanno viaggiato molto è difficile che raccontino di Dubai, New York o Mykonos descrivendole come le destinazioni più interessanti; è più probabile invece che si siano innamorati di piccoli paesi dispersi sulle Ande, spiagge poco frequentate della Cambogia o villaggi sconosciuti in Benin. Scegliendo posti meno conosciuti come nostre destinazioni, potremmo non solo contrastare il turismo di massa con tutto ciò che esso comporta, ma avremmo anche l’occasione di scoprire nuove mete ed entrare davvero nell’ottica dei viaggi fatti per entrare in contatto con nuove realtà. 

Varie città stanno cercando di diminuire l’afflusso incontrollato di turisti; Venezia, per esempio, ha imposto il pagamento di un ticket del prezzo di circa 10 € per le persone che vogliono visitarla durante i fine settimana, in particolare durante l’alta stagione. Questo è già un primo passo verso un miglioramento del settore, ma c’è ancora tanto da fare e anche noi viaggiatori possiamo dare un grande contributo.

Abbiamo una grande responsabilità verso il settore turistico e le destinazioni che scegliamo. Cerchiamo di informarci bene sui luoghi che vogliamo visitare, valutiamo anche mete meno conosciute per non alimentare l’influenza delle grandi multinazionali e soprattutto portiamo rispetto per l’ambiente e per gli abitanti. 

E’ molto importante viaggiare ma è fondamentale farlo con responsabilità, in modo da poter vivere al meglio le nostre esperienze e non danneggiare tutto quello che comporta questo settore. 

Viaggiare con responsabilità significa ricordare che ogni passo nel mondo è anche una scelta etica, per questo dobbiamo impegnarci a farlo con il massimo rispetto.

Elisa Pasini

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