Dungloe, una terra fatata per Maria Rosa

Hiraeth: è una parola in gaelico che significa pressappoco nostalgia per la tua casa o per il tuo Paese. E’ intraducibile in italiano, noi facciamo fatica a capire in cosa consista esattamente questo sentimento. 

Perché bisognerebbe essere qui, nella terra rossastra e selvaggia del Donegal che sa di torba, nelle brume che si alzano dalle distese di erica, fra gli alberi piegati dal vento, nelle isole che si scorgono in lontananza, nel tramonto infinito che si ammira dalla baia di Dungloe.

Io ci sono ritornata. Non so immaginare, io, che amo l’hustle and bustle di una grande città come Londra, un luogo più rasserenante di questo, in cui ti senti parte della Terra e, insieme, parte di una comunità vivace che da un posto così remoto è stata protagonista di un capitolo importante della storia europea. Il ricordo dei Troubles è ancora vivo e la difesa della cultura gaelica è ben radicata: sono gli elementi identitari nei quali giovani e anziani si riconoscono come membri di una comunità unica e coesa. Che, tuttavia, non si chiude in sé, ma è pronta ad aprirsi e a farsi conoscere. Sono speciali gli Irlandesi, il loro calore si esprime nei pub affollati in cui si beve la Guinness cantando melodie dal suono triste e antico che ricordano sempre qualcuno che è andato via, ma che perdono l’intensità della malinconia per acquisire quella gioiosa del canto corale.

Noi conosciamo il Donegal attraverso la musica di Enya, i film che ci hanno parlato di una guerra civile nel cuore dell’Europa e di un Paese diviso, l’artigianato prezioso del tweed, le immagini dei documentari che ne mostrano i panorami sconfinati. Andarci di persona è un’esperienza che resta nel cuore, per questo ho voluto ripeterla, per farla durare più a lungo nei mesi della meno affascinante nebbia padana, come l’acqua dei pastori abruzzesi nella poesia di D’Annunzio.

Secondo quanto previsto dal programma Erasmus+ sto facendo attività di job shadowing presso la Rosses Community School di Dungloe. Si tratta di un istituto superiore molto qualificato che raccoglie studenti di Dungloe e di altre località limitrofe. Non c’è affollamento abitativo in questi luoghi. La struttura è molto ampia e risulta appena rinnovata: palestre, aule speciali, mensa, spazi per i docenti. Gli ambienti sono appositamente pensati per le discipline pratiche che, al di là dei diversi indirizzi, sono inserite nel curriculum scolastico come vocational subjects. Falegnameria, musica e ballo gaelico, cucina, uncinetto. La mia scelta è stata ovvia. Maria Rosa non è mai scomparsa del tutto.

Quelle che una volta si chiamavano attività manuali e pratiche sarebbero da inserire in ogni corso di studi. La manualità in generale serve nella vita quotidiana, ma risulta anche una ottima pratica di mindfulness. Attività basiche, semplici, tradizionali, efficaci. Non occorrono filosofie strane per stare bene.

Un’altra attività che darebbe straordinari risultati, pur risultando impraticabile da noi e per diverse ragioni, è quella della passeggiata nel bosco a metà mattina. In fila indiana e in divisa, guidati dall’insegnante dell’ora, si esce dalla uscita posteriore dell’edificio per inoltrarsi nel bosco attiguo e fare una passeggiata ristorativa. E il bosco è un bosco vero, con il fiume sinuoso dalle acque scure, il muschio, il sottobosco, il profumo del verde bagnato e, pare, pure con la presenza di folletti benefici.

Perché il Donegal è un mondo magico, dove ti viene quasi spontaneo credere nelle favole.

Ne abbiamo un gran bisogno, di favole, e con un lieto fine: Dungloe e la costa dei Rosses ci offrono lo scenario perfetto.

Ecco, infine, da parte di Maria Rosa, la ricetta irlandese dello scone classico: 

Ingredients

225 g plain flour

pinch of salt

1 heaped tea spoon baking powder

55 g butter

150 ml milk, plus extra for brushing

Method

Preheat the oven to 230°. Dusk a baking sheet with flour.

Sift the flour, salt and baking powder into a mixing bowl. Add the butter and rub it in until fine crumbs form.

Make a well in the centre and add enough milk to mix to a soft but firm dough. Turn out the dough onto a work surface lightly dusted with flour and very lightly roll it out to a thickness of 2.5 cm. Stamp out 8 rounds. Place the scones on the prepared baking sheet, brush with some milk and bake in the preheated oven for 8-10 minutes.

Do not overhandle the dough, get the scones into the oven as quickly as possible, serve warm with a cup of tea, cream and jam.

 

Prof.ssa Dodi

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