#verità e giustizia per Giulio

Il nome di Giulio Regeni è noto ormai da cinque anni per la terribile vicenda che lo ha coinvolto, che nell’ultimo periodo ha subito una svolta particolare. Raccontare la sua storia è il minimo gesto per conservare la sua memoria e reclamare quella giustizia che né lui né la sua famiglia hanno mai ricevuto. 

Giulio nasce a Trieste  nel 1988 e trascorre la sua gioventù a Fiumicello, per poi trasferirsi  per gli ultimi tre anni del liceo in New Mexico, a seguito della vincita di una borsa di studio.

Proseguirà i suoi studi in Inghilterra, prima conseguendo una laurea in materie umanistiche ad Oxford e poi con un dottorato a Cambridge. I suoi studi e la sua passione per il giornalismo lo portarono a Il Cairo, dove scrisse alcuni articoli sulla difficile situazione sindacale in Egitto.  Il 25 gennaio 2016, probabilmente a seguito della pubblicazione di un articolo firmato con il suo vero nome, in cui criticava l’allora governo di Abdel Fatah al-Sisi, venne rapito. 

Il 25 gennaio 2016 si perdono le tracce di Giulio Regeni il quale si suppone sia sparito nei pressi di piazza Tahir al Cairo. Il cadavere viene ritrovato nella strada che collega il Cairo ad Alessandria d’Egitto con vari segni di torture il 3 febbraio dello stesso anno. Il giorno dopo l’amministrazione generale delle indagini egiziane comincia con l’escludere azioni violente con armi da taglio ma cambia versione di giorno in giorno. Il 7 febbraio la salma arriva in Italia e con l’autopsia vengono certificate le torture; la procura di Roma apre un fascicolo e i genitori di Giulio aprono una battaglia facendola diventare un vero e proprio caso diplomatico. 

Le versioni Egiziane non convincono gli inquirenti italiani che dimostrano che le spiegazioni date dagli egiziani non combaciano con i reali fatti. Teorie sconvolgenti fioriscono sulla morte di Regeni: che fosse morto in un incidente d’auto, che fosse omosessuale e fosse stato ucciso dall’amante geloso, che era un tossicodipendente o una pedina dei Fratelli Musulmani e una spia inglese. 

Dopo la sua morte, Cambridge non ha espresso nessuna parola riguardante il giovane. Il silenzio dell’università ha mosso tanti dubbi, tra cui quello sulla possibilità di sfruttamento dei propri studenti, mandati in Egitto per raccogliere informazioni utili come spie.

La ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie alle parole di diversi testimoni oculari. Uno di questi – dopo aver trascorso 15 anni di lavoro nella sede della National Security egiziana – afferma di aver visto il 28 o il 29 gennaio 2016 il ricercatore italiano ammanettato a terra con evidenti segni di tortura sul torace, nella stanza 113 dove erano condotti gli stranieri accusati di tramare contro la sicurezza nazionale.“Era molto magro e delirava”.

Il 24 Marzo 2016 il ministero degli esteri egiziano riferisce che la polizia egiziana aveva ucciso in una sparatoria i quattro presunti assassini di Giulio. Secondo il ministero, i cosiddetti assassini di Regeni facevano parte di una banda specializzata nel rapinare gli stranieri, utilizzando ad esempio uniformi della polizia: le prove consisterebbero nei molti effetti personali del defunto, tra cui carte di credito e documenti, ritrovati nell’abitazione di quest’ultimi. Questa versione risulta agli occhi delle autorità italiane poco credibile e ciò verrà dimostrato successivamente.

Nell’aprile del 2016 la procura di Roma si interessa dei tabulati telefonici, telecamere della videosorveglianza e una serie di testimonianze.  Il 4 Agosto 2016 si scopre che, Mohamed Abdallah, capo del sindacato ambulanti su cui Regeni stava lavorando, aveva segnalato l’attività di Giulio ai servizi segreti egiziani.  Il 9 Settembre 2016, in un vertice tra i magistrati italiani ed egiziani, l’Egitto ammette che Regeni era sotto sorveglianza. Durante il 2017 per i PM italiani emergono “falsità e reticenze” nei fatti raccontati dagli egiziani. 

Il 4 Dicembre 2018 la procura di Roma apre le indagini su cinque indagati facenti parte dei servizi civili e della polizia investigativa egiziana. Questi sono il generale Sabir Tareq, i colonnelli Ushm Helmy e Ather Kamal, il maggiore Magdi Sharif e l’agente Mahmoud Najm. 

Il 30 aprile 2019 la camera approva l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Il 5 Maggio dello stesso anno i PM di Roma, tramite una rogatoria, chiedono notizie riguardo a personaggi appartenenti agli apparati pubblici egiziani collegati ai cinque indagati dalla procura di Roma. Si cerca anche di verificare su un testimone oculare molto importante che ha carpito un colloquio sul rapimento di Giulio. 

Dal 5 Maggio passiamo al 17 Dicembre 2019 quando dalle audizioni in commissione parlamentare d’inchiesta del procuratore di Roma, emerge che sono stati quattro i depistaggi effettuati del governo egiziano nei confronti delle autorità italiane. 

Il 30 Novembre 2020 i rapporti tra i magistrati italiani e quelli egiziani subiscono una brusca rottura e i PM annunciano l’imminente chiusura delle indagini nel corso di un vertice. Secondo gli inquirenti del Cairo le prove però sono insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. 

Il 10 Dicembre 2020 le indagini vengono definitivamente chiuse e rischiano di finire sotto processo il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magbi Ibrahim Abdelal Sharif. Quest’ultimo oltre al sequestro di persona pluriaggravato contestato a tutti, viene ritenuto responsabile dell’omicidio del ricercatore friulano e di lesioni personali aggravate. I presunti responsabili, secondo il racconto di un supertestimone, sono agenti dei servizi segreti civili, che hanno prelevato il giovane perché lo ritenevano una spia. 

Al quinto anniversario della sua scomparsa il caso è ancora aperto, e tutto ciò perché l’Egitto sta cercando di scaricare le responsabilità delle sue forze dell’ordine su altri, o addirittura sullo stesso Giulio, ritenendo che si fosse cacciato in guai ben più grandi di lui; e ancora oggi giustizia non è stata fatta, e anche se fosse fatta non riporterebbe indietro Giulio.

Approfodimento della 4B

 

https://www.panorama.it/news/egitto-tutte-le-ipotesi-sullomicidio-regeni

 

https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/20/news/regeni-283415546/

 

https://tg24.sky.it/mondo/2018/07/18/giulio-regeni-chi-era

 

https://www.corriere.it/cronache/20_gennaio_15/giulio-regeni-messaggio-mamma-giorno-compleanno-ti-hanno-rubato-vita-1095de24-37c0-11ea-86a8-537a98b6bc3b.shtml?refresh_ce-cp

 

 

 

 

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