Considerazioni di una studentessa in DAD

Oggi è stato ufficialmente l’ultimo giorno in presenza. Stamattina mi sono promessa di vivere la giornata con una consapevolezza diversa, mi sono trovata alla ricerca disperata di immagini positive fatte di attimi condivisi, espressioni umane o frangenti di banale quotidianità. La verità è che tutto oggi era diverso, leggevo negli insegnanti un’estesa gamma di preoccupazioni, ci guardavano con il solito rigore, ma infondo ci somigliavano molto: erano disorientati  e perplessi.

Lo Stato non li ha formati per insegnare a distanza e nemmeno noi studenti siamo stati abituati ad apprendere in tale modalità; ci siamo semplicemente trovati a farlo da un giorno all’altro. Succederà facilmente  che genitori  scriveranno ai docenti cercando una giustificazione al crollo scolastico del figlio, avanzando critiche e dubbi sulle tecniche di apprendimento e le nuove pratiche scolastiche, ma io capisco in primis come studentessa che la DAD, sebbene una volta imparati i mezzi dovrebbe risultare intuitiva, in realtà e’ per noi psicologicamente impegnativa e il livello di attenzione decresce esponenzialmente. 

Allora in modo inevitabile mi sono chiesta che competenze io abbia acquisito durante la fine dello scorso e l’inizio di quest’anno scolastico, dopo tutti questi mesi e mesi di didattica on line. L’ho capito quando ho visto mia sorella di quattordici anni ascoltare attentamente l’intervento di un virologo, seguito da un servizio sulle imminenti elezioni americane.

La pandemia ha fatto di noi dei cittadini attivi.

Avere diciotto anni nel 2020 significa arrivare alla maturità forse con meno argomenti svolti e approfonditi, ma con la testimonianza di un periodo che passerà alla storia. Abbiamo trascorso le nostre sere a guardare tre  telegiornali diversi, a leggere la Gazzetta, la Repubblica o il Corriere, ricorderemo le domeniche in famiglia ad aspettare l’intervento del Premier Conte prevedendo circolari che non ci soddisfacevano, a rispettare le limitazioni, a non vedere i nostri nonni e a non toccarci mai.  Indosseremo la mascherina e porteremo all’esame tutto il mondo.

Matilde Tragni 5A

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