10 Dicembre 1948. Dopo le atrocità compiute durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Assemblea delle Nazioni Unite stila per la prima volta una raccolta di diritti inalienabili a favore di tutti: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (detta DUDU).
Essa è parte dei documenti basi dell’ONU, insieme al suo statuto, ma non essendo una legge, gli Stati, anche se l’hanno firmata, non sono tenuti a seguirla. Di conseguenza in molti Paesi i diritti fondamentali non vengono garantiti, se non addirittura calpestati. Per questa ragione è necessario non smettere di parlarne. Anche in Italia non ci possiamo permettere di dimenticarla: questa raccolta di diritti è frutto di numerose battaglie e nessuno può darle per scontate perché in ogni momento possiamo perderli.

A questo proposito gli alunni di 5G, 5C e 3F del Liceo Bertolucci hanno portato avanti con la prof.ssa Fornari, un’attività di peer-education nelle classi del biennio per mettere a conoscenza gli alunni sulla DUDU e sensibilizzarli riguardo l’importanza dei diritti umani.
Le attività proposte sono state un Taboo, una ricerca su degli articoli di giornale e un Kahoot. Le classi si sono dimostrate entusiaste per la lezione.

Nel pomeriggio si sono tenute due interviste: a Flavio Lotti, Direttore del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, e a Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” all’Università di Padova.
Lotti racconta di aver cominciato la sua attività per la pace all’età di 16 anni, quando con i suoi coetanei occupò la scuola per 40 giorni, maturando l’idea di impegnarsi per la pace e per il disarmo. Infatti rifiutò il servizio militare andando a fare il servizio civile per 5 anni. Per lui i diritti umani non sono un “argomento”, ma una parte della vita di tutti noi.
“Niente è scontato. Niente è garantito per sempre e anche le cose che oggi diamo per scontate domani potrebbero non esserci più.”
Marco Mascia si è invece laureato in Scienze Politiche, quando Antonio Papisca era diventato preside dell’Università di Padova e aveva proposto la nascita del Centro dei Diritti Umani. Papisca aveva anche istituito il primo dottorato di ricerca in Italia di Relazioni internazionali e con un curriculum dedicato ai Diritti Umani, M. Mascia ha preso una borsa di studio e iniziato la sua carriera universitaria.
Durante l’intervista, Mascia si è soffermato sull’articolo 28 della Dichiarazione, concentrandosi sul ruolo che oggi hanno le organizzazioni internazionali nel fare rispettare i diritti umani nel mondo.
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
Egli ha riportato alcuni esempi di come, senza le organizzazioni internazionali, molte azioni a difesa delle persone e dei loro diritti non sarebbero state portate avanti. Ha citato per esempio l’Unicef, Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Le Organizzazioni Internazionali sono nate proprio a questo scopo, infatti la Dichiarazione è nata tre anni dopo la nascita dell’ONU; la vera domanda è quanto sono efficaci oggi, nello scenario di guerre da cui siamo circondati?
Sia Lotti che Mascia hanno ricordato che i diritti sono tutti collegati tra di loro, se ne viene a mancare uno, gli altri crollano con esso; ogni diritto è importante, ma ce ne sono due senza i quali gli altri crollerebbero: il diritto alla vita, che a torto molta gente da per scontato, e il diritto di esprimere la propria opinione. Senza informazione, senza la possibilità di dire ciò che pensiamo, vengono a mancare tutte le libertà e gli uomini non possono neanche sapere di avere dei diritti inalienabili e non possono lottare per essi. Se viene a mancare la libertà di parola, viene a mancare la civiltà e, con essa, tutto ciò che ha portato a una Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
INTERVISTA A FLAVIO LOTTI:
Articolo di Elena Notari
Foto di: M. Fornari e S. Fontana





