Il 25 settembre Taylor Swift -probabilmente la cantautrice di maggior rilievo e sensibilità del pop contemporaneo- (sento già i classicisti borbottare) ha pubblicato la versione deluxe del suo dodicesimo album The Life of a Showgirl, uscito lo scorso anno. Nonostante il disco fosse stato considerato mediocre dalla critica, i nuovi quattro brani sono stati accolti in modo positivo sia dai fan che dai giornalisti, facendo riconsiderare il progetto originale di Swift. Patient Zero, Cleveland!, Babylon e Pink Clouding -questi sono i titoli- sono stati un progetto inaspettato, dato che l’artista aveva annunciato che The Life of a Showgirl non avrebbe avuto edizioni speciali. Questo mini-EP vanta la produzione di Max Martin e Shellback, con cui Swift aveva già collaborato e co-prodotto alcuni dei suoi migliori lavori negli album Red, 1989 e Reputation. I brani esplorano diversi temi, dalle relazioni passate al suo matrimonio con Travis Kelce, utilizzando il suo storytelling arguto e inconfondibile su delle basi soft pop ottimiste. In generale, penso che Taylor Swift abbia scritto tracce bonus migliori, tra cui Come back… Be Here, New Romantics, You are in Love, right were you left me, Hits Different, Dear Reader; in ogni caso, il lavoro è positivo e penso siano brani ben scritti e in linea con il disco originario e il modo di scrivere dell’artista. Passiamo dunque all’analisi dei quattro brani.
Patient Zero: l’unico brano di cui la cantante ha parlato apertamente, dovendolo anche presentare ai VMAs 2026 ( Video Music Awards per i non addetti al settore) con un video a cui hanno partecipato Dakota Johnson e Colin Farrel. Secondo ciò che ha detto a Capital FM, l’idea è stata ispirata da una chiacchierata in gruppo, durante la quale un’amica ha raccontato di essere stata contattata dalla nuova fidanzata dell’ex per avere informazioni e consigli. Taylor Swift ha trovato affascinante che esperienze simili siano capitate anche ad altre persone che conosce e ha voluto scrivere una canzone dal punto di vista della persona che riceve la telefonata e ripensa a tutto quello che ha passato con il partner precedente. Il tema mi ha ricordato It’s ok I’m ok di Tate Mcrae, pubblicato nel 2024. Dunque, l’autrice descrive questo uomo come une persona che apparentemente sembra perfetta, ma che in realtà nasconde “ the devil on his shoulder under his halo” per citare i versi. Le Swiftie pensano che il brano si riferisca a Sophie Turner, attrice che aveva frequentato Jo Jonas proprio come Taylor Swift agli inizi della sua carriera.
Cleveland!: ho apprezzato molto questo brano sia musicalmente sia a livello testuale. Già il titolo si riferisce al marito Travis Kelce, in quanto Cleveland è la sua città natale. La canzone sembra una moderna Shake it Off, in cui Taylor Swift ricorda tutte le critiche che ha ricevuto durante la sua carriera (She was never a girl’s girl; Why she dress like trash?; She was only a four…). Ora, tuttavia, questi giudizi non hanno più valore perché Travis la ama così com’è. Gradito il bridge parlato in cui viene detto che bisogna trovare una persona che ti apprezza per il tuo modo di essere seguito da un’esultanza di Taylor Swift per aver trovato la sua.
Babylon: secondo Billboard USA, Babylon sembra un pezzo uscito da Folklore, in cui l’autrice non parla di se stessa ma racconta la storia di un uomo indefinito. Babylon si riferisce a Babilonia, l’antica città mesopotamica; questa è una metafora per dire che ogni momento ha la sua “Babilonia”, il suo attimo di splendore, che però non è destinato a durare e dunque non si può rimuginare sul passato o si rischia di non godersi il presente. Qui vengono evocate diverse immagini molto familiari nella scrittura di Swift: la propria città natale è una prigione, un amore perfetto da fuori ma in realtà logorato, non apprezzare mai quello che si ha finché non lo si perde, scalare la piramide sociale, la vera bellezza delle cose. Il testo è ben fatto e apprezzabile, ma niente di particolarmente suggestivo. Vagamente, la musica mi ha ricordato Mean -uno dei suoi primi brani- tratto dall’album Speak Now (2010).
Pink Clouding: il termine è un modo di dire di oggi per esprimere il sentimento di felicità che una persona prova all’ inizio della riabilitazione da una dipendenza. Questa diviene una metafora per descrivere l’euforia che si prova all’inizio di una nuova relazione per dimenticarsi di quella precedente. Allo stesso tempo, viene usato il termine Gray Rocking per indicare come il disinteresse verso l’altro porti alla fine di una relazione. I fan descrivono il brano come una allusione a Gateway Car (Reputation). Entrambe le canzoni hanno versi simili, tra cui l’immagine del double-crossing (ingannare), le bugie e il risentimento. In sintesi, pare un riferimento a Tom Hiddleston, con cui Taylor Swift ha avuto una breve relazione dopo il lungo rapporto con Calvin Harris. Non saprei quanto questa e altre ipotesi dei fan siano corrette, dato che la relazione con Tom Hiddleston è finita circa dieci anni fa e le Swiftie hanno una tendenza cospirazionista discutibile.
Comunque, la versione deluxe di The Life of a Showgirl è un progetto apprezzabile, che ci dimostra la versatilità di Taylor Swift nello scrivere. Indipendentemente che ci piaccia o meno, bisogna riconoscere il suo successo e il talento, forse, che l’hanno portata a raggiungerlo. Non mi sono mai considerata una fan ma ritengo che l’odio che sta ricevendo ultimamente non sia necessario e credo che sia solo mirato ad attaccare l’ennesima persona famosa. Insomma, Taylor Swift è un fenomeno globale ed è sicuramente commerciale, ma ha definito i canoni della musica pop. Per di più, sono sempre stata dell’idea che se una qualsiasi forma d’arte riesce a comunicare qualcosa, allora è riuscita nel suo scopo ed è ammirevole. E lei ci ha sempre dimostrato di saperlo fare; qualsiasi cosa tu stia affrontando, c’è una canzone di Taylor Swift che ti chiarirà le idee.
Gaia Ossimprandi



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