La Prime è una bevanda energetica inventata da Logan Paul e KSI, due pugili e youtuber di fama mondiale amati soprattutto dai più giovani. Lanciata per la prima volta in USA il 2 febbraio 2005, la Prime fa subito un boom di vendite. Il successo di questa bevanda giocava sulla fan base dei due influencer, ma soprattutto sull’urgenza e FOMO (fear of missing out, la paura di essere tagliati fuori). Questa paura di restare senza la bibita e dunque senza un’identità e una appartenenza al gruppo, è poi cresciuta esponenzialmente creando code all’alba al di fuori dei negozi statunitensi, per accaparrarsi la famosa bottiglia colorata, con bottiglie rivendute a prezzi esorbitanti. Tutto ciò portava i ragazzini a fare video su Youtube e a collezionare tutti i gusti, continuando ad accrescere l’immagine della Prime come la nuova bevanda cool e di tendenza.
Questa moda però durò poco, infatti oltre alle accuse di contenere sostanze tossiche, la Prime Energy fu presa di mira dai tribunali di tutta l’America. Questa bevanda (Prime Energy) è stata accusata di contenere livelli di caffeina eccessivamente elevati per un prodotto rivolto a consumatori minorenni. Dopo i controlli della FDA (Food and Drug Administration) si è scoperto che questa bibita contiene 200 mg di caffeina per singola porzione, come 6 Coca-Cola o 2 Red Bull. La Prime Energy stava, a tutti gli effetti, guadagnando nascondendo i rischi ai consumatori. Il culmine del discredito social scoppia quando a un bambino viene un malore cardiaco dopo averne bevuto una bottiglia.
Improvvisamente da prodotto di tendenza diventa una bevanda da evitare. Tutto ciò non è accaduto solo negli USA ma anche in Canada, dove la Prime Energy è stata proibita ai minorenni, tanto da dover presentare la carta di identità all’atto dell’acquisto, analogamente come accade per gli alcolici.
In tutto ciò le altre aziende di energy drink (Gatorade e Coca-Cola) che prima avevano avuto un calo economico, riescono a riaffermarsi. Questo problema invece, non sfiora i colossi delle bevande energetiche Red Bull e Monster subito dietro. Infatti il boom della Prime non aveva minimamente scalfito i loro guadagni; anzi, Red Bull, dopo l’accusa di Prime Energy, ha dichiarato che la loro bevanda è destinata solo ai maggiorenni, aggravando ancora di più le accuse su Prime e accrescendo i suoi interessi.
Perché è importante parlare di questo in Italia, dove la Prime è arrivata dopo e non ha ricevuto così tante attenzioni?
Questo scandalo della Prime mette in evidenza i “lati oscuri” delle bibite, in particolare degli energy drink. Le bibite zuccherate e gassate sono amatissime dai giovani ma è importante comprendere i rischi che comportano e consumarle responsabilmente; nonostante l’accusata sia la Prime Energy, anche le altre bevande energetiche sono piene di sostanze nocive (caffeina, taurina…).
Inoltre sempre più ragazzi bevono gli energy drink perchè sono “buoni”, bisogna invece capire che queste bibite hanno uno scopo energetico, quindi andrebbero bevute prima di fare sport o dopo per reintegrarsi. Berle perchè sono “buone o vanno di moda” non è affatto saggio, visto che possono portare ad un aumento del battito cardiaco e a gravi problemi di salute. Lo sappiamo – ne è esempio la Prime – che i ragazzi sono estremamente influenzabili da ciò che va di moda sui social. La paura di essere gli unici fuori dalla massa e il desiderio di seguire ciò che va di moda fanno abbassare la soglia dell’attenzione su cosa si sta consumando. I media, le aziende produttrici e le agenzie di marketing dovrebbero includere in modo più responsabile tra i propri valori, l’attenzione alla salute e la garanzia di salubrità dei prodotti sul mercato.
Nora Monga 2D






