San Valentino: il giorno in cui scegliamo di amare

Il 14 febbraio non è un giorno qualsiasi: si avverte un’aria diversa e la scuola cambia atmosfera. Nei corridoi aleggia qualcosa di insolito, c’è chi nasconde una rosa nello zaino, chi scrive un messaggio e lo rilegge dieci volte prima di inviarlo, chi spera che qualcuno faccia il primo passo. Insomma, San Valentino non è solo una data sul calendario: è un piccolo terremoto di emozioni.

Questa festa nasce dal coraggio. Secondo la tradizione, Valentino celebrava matrimoni in segreto, difendendo il diritto di amarsi anche quando era proibito. Un gesto semplice, ma rivoluzionario. Forse è proprio questo il cuore della giornata: scegliere di amare, anche quando richiede un briciolo di audacia.

A scuola, l’amore non vive di grandi proclami. È fatto di sguardi rubati durante l’intervallo, del posto tenuto accanto in classe, di un “mi accompagni?” usato come scusa. È il cuore che accelera sulle scale o un “ti va di uscire?” pronunciato con un filo di voce. Sono piccoli istanti che restano impressi più di qualsiasi regalo costoso.

E qui entra in gioco una voce che arriva da lontano. Più di duemila anni fa, il poeta Catullo scriveva: “Viviamo, mia Lesbia, e amiamo”. Un invito diretto, pieno di energia. Nel suo celebre carme, il poeta parla del tempo che fugge, non per rattristarci, bensì per spronarci: se le giornate corrono, allora dobbiamo riempirle di ciò che ci fa stare bene. Di mille baci, contati e poi mescolati, fino a perderne il conto per la troppa felicità.                  

San Valentino, allora, diventa un promemoria: non aspettare il momento perfetto. Non lasciare che la paura o il giudizio degli altri decidano per noi. Dire “mi piaci”, dire “ti voglio bene”, fare il primo passo. L’amore non è qualcosa da rimandare: è qualcosa da vivere con leggerezza e coraggio.

 In fondo, tra una verifica e un’interrogazione, ciò che ricorderemo davvero saranno le risate condivise, i battiti accelerati e quelle mani che si cercano. San Valentino non è la ricerca della perfezione o della coppia “da copertina”. Il messaggio più bello che attraversa i secoli è un imperativo semplice:

Viviamo. Amiamo. Adesso.

Pulci Maria Ausilia 2F

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