Un liutaio tedesco ha detto che non costruisce chitarre per i bambini prodigio o per i professionisti dello strumento; al contrario, chi compra le sue creazioni sono persone che suonano un’ora prima del lavoro o qualche minuto quando tornano a casa a fine giornata. Perché è questo il senso della musica: essere felice.
Alcuni ragazzi venuti alla mostra di liuteria per acquistare uno strumento hanno raccontato che la cosa più bella della chitarra è che percepisci la musica sotto le dita quando suoni, e ti senti responsabile dei suoni che fuoriescono dalla cassa.
E ancora, Ana Vidovic ha dichiarato che non ha senso saper eseguire brani difficili a velocità esasperanti solo per dimostrare di essere bravi: qualsiasi pezzo perde la sua unicità se non esprime la tua personalità e le tue emozioni.
Ebbene, tutte queste cose, che ho ascoltato tra il 30 e il 31 maggio alla Casa della Musica, descrivono perfettamente la chitarra in sé come strumento e lo spirito del Paganini Guitar Festival. Pur essendo una manifestazione con concorsi ed esibizioni di alto livello, rimane pur sempre un momento in cui celebrare il potere della musica.
Sotto la direzione artistica del maestro Giampaolo Bandini, il Paganini Guitar Festival è un evento che si tiene da 26 anni a Parma con concorsi, concerti di grandi chitarristi internazionali, masterclass, mostre e tanto altro per onorare Niccolò Paganini. Il rinomato compositore italiano, infatti, non era soltanto un violinista ma anche un chitarrista molto dotato che scrisse diverse sonate e brani per questo strumento.
Il Festival è cominciato il 27 maggio -anniversario della morte del musicista- al Cimitero Monumentale della Villetta, dove è sepolto appunto Paganini. Io e gli altri studenti di chitarra dell’indirizzo musicale abbiamo assistito all’inizio di questa manifestazione accompagnati dai nostri insegnanti di strumento. Lì erano presenti Giampaolo Bandini, il vicesindaco e l’assessore alla cultura della città. Insieme a membri della Società dei Concerti di Parma, hanno parlato del genio di Paganini e della chitarra, inaugurando il Festival, il cui tema di quest’anno era Folìa d’Espagna! Siamo poi stati condotti in una delle gallerie del cimitero per ascoltare la performance di Catalina Pires e Marco Tamayo, due immensi chitarristi della scena contemporanea. Catalina Pires è stata scelta per l’inaugurazione del Festival in quanto incarna perfettamente l’anima di Paganini: suona con abile maestria sia violino sia chitarra. Hanno eseguito la Grande Sonata a chitarra sola e il Cantabile dal Concerto per violino e orchestra n.4 in re minore, entrambi trascritti e arrangiati dal maestro Tamayo. È stata un’emozione fortissima quando siamo riusciti a salutare i due musicisti e scambiare qualche parola con loro.
Nei giorni successivi Parma ha accolto musicisti e chitarristi di alto livello, tra cui Vito Nicola Paradiso, Aniello Desiderio, Pablo Marquez, Ana Vidovic, Pavel Steidl, Zoran Dukic, Amadeus Guitar Duo, Irene Abbrigo, i Musici di Parma e tanti altri. Noi studenti di chitarra del Liceo abbiamo avuto la possibilità di entrare nello Staff del Paganini Guitar Festival insieme alla Società dei Concerti per il fine settimana del 30-31 maggio. Il pomeriggio del 30 maggio ho fatto parte dello staff organizzativo, aiutando nella mostra di liuteria. Ho avuto la fortuna di incontrare mastri liutai provenienti da tutto il mondo e tanti compratori interessati alle chitarre esposte. Ho visto ragazzi e adulti di grande talento suonare pezzi meravigliosi.
Alle 19 si è poi tenuta alla Casa della Musica la premiazione del Concorso Giovani Promesse, a cui, per altre cose, ho partecipato. Il 31 maggio è stata in assoluto la giornata più emozionante tra i giorni di servizio; c’era una Masterclass tenuta da Ana Vidovic, una delle migliori chitarriste della scena odierna ed è una grande ispirazioni per chiunque suoni questo strumento. Erano presenti anche diversi chitarristi, che si sarebbero esibiti al conservatorio la mattina stessa. La Vidovic è arrivata alle 10 circa, e la masterclass è cominciata alle 10:30. Quattro persone si erano iscritte per eseguire davanti a lei un brano a loro scelta e ricevere consigli. C’erano diversi uditori e l’assistente della chitarrista, un uomo inglese molto divertente. Lei è una vera professionista che non lascia nessun dettaglio al caso. Per lei, come già evidenziato, è più importante far emergere qualcosa piuttosto che suonare un brano perfetto senza emozioni. Per di più, continuava a rimarcare che è meglio suonare lento per far sentire ogni singola nota e determinare la loro importanza, perché anche se un brano dura dieci minuti, ogni nota conta. Tra selfie di stima con la Vidovic e il maestro Bandini, insomma, la mattinata è stata fantastica! Circondati da maestri di fama internazionale e dalla più grande benedizione che la vita ci abbia mai offerto: la musica, ci si accorge di quanto sia un vero e proprio mezzo di respirare il mondo. Paganini non ci ha insegnato solo cosa sia il virtuosismo, ma ci ha dimostrato che suonare significa avere una fiamma che arde dentro al nostro cuore. Si, perché finché decideremo di sfiorare corde e tastiera e di farci guidare dalla musica, lo spirito di Paganini vivrà ancora in noi.
Di Gaia Ossimprandi 1M





