Il dominio del calcio e l’oscuramento degli altri sport: una riflessione necessaria

Ti sei mai chiesto perché conosci più i nomi dei calciatori della panchina della Juventus rispetto quelli degli atleti olimpici italiani? Forse perché il calcio in Italia – come anche negli altri paesi – non è solo uno sport: è un fenomeno sociale, culturale ed economico.

Il calcio riempie stadi, attira sponsor miliardari, monopolizza programmi televisivi e genera una vastità di contenuti quotidiani sui media. Tuttavia questa centralità rischia di soffocare tutti gli altri sport: i giovani rischiano di disinteressarsi  alle altre discipline, facendo di conseguenza impoverire il panorama sportivo internazionale, sia in termini di partecipazione che di risultati internazionali.

E’ però curioso notare come, durante eventi sportivi di rilievo mondiale come le Olimpiadi, l’interesse negli sport “minori” esploda improvvisamente;  passata la manifestazione, questi sport ritornano nell’ombra. Gli stessi atleti spesso sono costretti a lavorare autofinanziandosi e vivendo nell’anonimato, mentre calciatori di squadre di medio livello godono di stipendi e attenzioni spropositate.

Centrale è sicuramente il ruolo dei media: sono loro a scegliere cosa mostrare e cosa no, influenzando così l’opinione pubblica e orientando gusti e costumi. Dovrebbero dare spazio a tutte le discipline, non solo a quella più redditizia.

Il calcio non è il problema. Il problema è il silenzio che lo circonda, quello in cui sprofondano tutti gli altri sport.

 Eppure la luce riesce a filtrare anche nelle ombre più fitte. Le due nazionali italiane di pallavolo ci hanno regalato un 2025 che rimarrà nella storia: doppia vittoria ai Mondiali. In un altro Paese sarebbe stato un evento da prime pagine, da dirette non-stop, da cortei celebrativi. Da noi è stato applaudito ma, già il giorno dopo, tutto è tornato come prima: calcio in apertura, calcio in chiusura, calcio ovunque.

È tempo che il mondo dello sport italiano, dai media alle istituzioni, riconsideri le sue priorità. Il talento non manca, la passione nemmeno. Serve solo una cosa: giustizia sportiva. Non quella dei tribunali, ma quella della visibilità. Dello spazio. Del rispetto.

L’Italia è un Paese che vince, non possiamo più permetterci di vincere solo nel silenzio.

 

Fonte: Rivista Contrasti “non esiste solo il calcio, gli altri sport meritano rispetto”

Bianca Guercetti, 3E

foto da

https://osservatoriosport.interno.gov.it/volley-mondiali-femminili-italia-in-finale/

https://bgame.news/mondiali-di-pallavolo-maschile-2025-ecco-il-calendario-completo-degli-azzurri/

 

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