Scuole in rovina: cosa sta succedendo in Italia

Quando pensiamo alla scuola immaginiamo un luogo di crescita, formazione e confronto. Tuttavia, prima ancora della qualità dell’insegnamento, dovrebbe essere garantita una condizione fondamentale: la sicurezza degli edifici. 

Purtroppo, i dati più recenti mostrano che molte scuole italiane presentano ancora criticità strutturali e manutentive che possono mettere a rischio studenti, docenti e personale scolastico. Una parte delle recenti proteste studentesche ha richiamato l’attenzione sul degrado di diversi edifici scolastici, chiedendo interventi concreti per garantire ambienti più sicuri e adeguati.

In Italia, secondo il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole, tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono verificati 68 crolli all’interno di edifici scolastici, principalmente dovuti a caduta di intonaci, controsoffitti e pannelli strutturali.

Il rapporto evidenzia inoltre che:

-il 44% delle scuole italiane si trova in aree ad elevata sismicità (zone 1 e 2);

-il 19% degli edifici scolastici è situato in zone a rischio idraulico;

-5.113 edifici scolastici sorgono in aree soggette a rischio frana.

Oltre a questo, a seguito di un censimento, su 5470 edifici scolastici il 20,6% contiene amianto. Questa alta percentuale è dovuta principalmente al fatto che gran parte delle strutture scolastiche italiane sono datate, costruite più di 60 anni fa, quando non erano in vigore le norme che vietano l’utilizzo dell’amianto. Analogamente gli edifici datati sono stati costruiti in anni in cui non erano ancora in vigore le norme antisismiche e l’obbligo di garantire accessibilità.

L’accessibilità -o meglio la sua mancanza- nelle scuole è un’altra nota dolente: da un’indagine svolta nel 2025-2026 è emerso che le scuole italiane accessibili a studenti con disabilità motoria sono solo il 40%, per non parlare poi delle misure di inclusione per gli studenti con cecità per cui la percentuale si abbassa al 9%.

Di tutta l’Italia, l’Emilia-Romagna è considerata tra le regioni più attive negli investimenti per l’edilizia scolastica. Tuttavia il territorio, per una sua conformazione geologica,  presenta un importante rischio sismico. Per questo motivo i finanziamenti del PNRR e del Ministero dell’Istruzione e del Merito sono stati impiegati per l’adeguamento degli edifici scolastici alle norme antisismiche.  

Per quanto riguarda Parma, non si sono verificati negli ultimi anni episodi di crolli gravi che abbiano avuto rilevanza nazionale. Tuttavia il patrimonio edilizio scolastico locale, come quello di molte città italiane, richiede continui interventi di manutenzione e monitoraggio per prevenire criticità legate all’invecchiamento degli edifici. Le scuole della provincia beneficiano dei programmi regionali e nazionali destinati alla riqualificazione e alla sicurezza delle strutture scolastiche, con particolare attenzione all’efficienza energetica e all’adeguamento alle normative vigenti.

 Analizzando i dati più recenti, emerge che il problema della sicurezza scolastica non riguarda soltanto casi isolati, ma una parte significativa del patrimonio edilizio italiano. I numeri relativi ai crolli, alle certificazioni mancanti e all’età degli edifici dimostrano che gli investimenti realizzati finora, pur importanti, non sono ancora sufficienti a risolvere tutte le criticità. Come studentessa, ritengo che una scuola sicura sia il requisito minimo per garantire il diritto allo studio. Non è accettabile che ragazzi e insegnanti trascorrano le proprie giornate in edifici che presentano problemi strutturali o manutentivi. Le risorse stanziate negli ultimi anni rappresentano un passo avanti, ma occorre continuare a investire nella manutenzione e nell’ammodernamento delle scuole. Solo così gli edifici scolastici potranno diventare luoghi davvero sicuri, moderni e adatti alle esigenze delle nuove generazioni.

Nora Monga

 

Foto di: https://www.stillirise.org/news/la-crisi-della-scuola-italiana/

 

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