Le Olimpiadi: l’evento sportivo che ogni quattro anni tiene tutto il mondo incollato agli schermi delle tv. Che siano quelle normali o quelle invernali, non c’è pregio più grande per un atleta e la sua nazione di vincere un oro olimpico. Quella medaglia infatti non è solo un pezzo di metallo prezioso, ma un biglietto per assurgere all’Olimpo; la testimonianza che quell’anno, quel giorno, proprio lì, sono stati loro i più forti del mondo, e nessuno lo potrà mai contestare.
Perciò stati e città fanno a gara per venire scelti dal CIO come prossimi ad ospitare la fiamma olimpica, anche perché questo evento smuove sempre un numero esorbitante di turisti e perciò di soldi, che sicuramente fanno più gola ai vari politici che fama e gloria sportiva, Per le Olimpiadi invernali 2026 questa corsa è stata vinta dal tandem Milano Cortina.
| Ma non è tutto rose e fiorini, visto che ovviamente organizzare un evento sportivo di questa importanza richiede risorse ed investimenti, e per Milano-Cortina il prezzo da pagare è stato salato.
Oltre al costo proibitivo delle varie strutture costruite ad hoc per le discipline, le quali saranno inoltre probabilmente dismesse una volta terminate le Olimpiadi, si devono anche considerare il danno ecologico che queste creano e gli assurdi rincari della vita degli abitanti delle località. |
Le opinioni dei locali, tuttavia, non rispecchiano ciò che il governo aveva promesso per queste prime olimpiadi “ sostenibili “. L’Italia, in primis, non si è posta il problema di chiedere ai cittadini la loro opinione sull’evento, come hanno fatto Canada e Svizzera attraverso un referendum, che terminò con un no da parte dei residenti.
Un altro avvenimento che ha fatto alzare le sopracciglia ai media e persone è la demolizione e ricostruzione di una nuova pista di Bob su quella già esistente. Lo stesso CIO si era opposto a questa idea, poiché in località vicino a Cortina si trovavano delle piste già esistenti pronte all’uso. Gli enti regionali e comunali, supportati dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, si opposero a questa scelta, utilizzando come scusa la pochezza di eventi presenti nel comune di Cortina, che erano sci alpino femminile e curling. Il costo totale per questa pista da bob è di circa 120 milioni di euro, il doppio di quelli previsti. La vita degli ampezzani, già troppo costosa e insostenibile, come provato dal rapido crollo della popolazione del paese bellunese, è diventata così cara che i prezzi sono praticamente raddoppiati, e in alcune situazioni anche quadruplicati, come nello scandaloso caso del bambino che è stato lasciato a piedi da un autista perché aveva i vecchi biglietti da 2,50 euro, e non i nuovi da 10.
I malumori dei cittadini non sono però localizzati solo ai rincari del prezzo della vita, ma anche alla promessa non mantenuta di interventi sostenibili. Queste sono le prime olimpiadi dove vengono applicate le regole dell’agenda olimpica 2020 per ridurre l’impatto energetico e ambientale dell’evento, ma nonostante ciò il peso sull’ambiente rimane troppo alto. Nonostante le emissioni di CO2 siano state effettivamente ridotte, (che comunque rimangono troppo elevate), queste non sono gli unici danni che sono e verranno causati dalle costruzioni e dai mantenimenti delle strutture. Queste infatti richiedono elevati costi di energia sia idrica che elettrica, per alimentare i palazzetti, le piste ed i cannoni per la neve, e ciò crea un cambiamento nell’ambiente. Purtroppo, vi sono presenti anche altri problemi oltre allo spreco di energia. Infatti, come detto da Vanda Bonardo, presidente della sezione italiana della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, “i giochi saranno tutt’altro che ecologici. I cambiamenti che hanno colpito la zona di Cortina sono profondi, aggiungendo anche che “queste opere alterano habitat preziosi, interrompono corridoi ecologici essenziali per molte specie e riducono la capacità globale esigenze dell’ambiente di adattarsi al cambiamento climatico”.
Centinaia di alberi sono stati tagliati per creare spazio a piste e al villaggio olimpico, che tra l’altro verrà dismesso non appena gli atleti se ne andranno, nuovi impianti sono stati creati per favorire la mobilità dei turisti in zone con terreni franosi e fragili, e tutto ciò senza nemmeno effetuare controlli o analisi.
E a sommarsi a tutto ciò, c’è l’immancabile e sempre presente emblema dell’Italia in tutto il mondo: la mafia. Perché dove ci sono appalti, si può star certi che la nostra specialità più famosa, seconda solo alla pizza, tenterà di affondare le proprie infide zanne in ogni singolo progetto e purtroppo nemmeno le olimpiadi ne sono state esenti. Sono già state allontanate dal progetto 16 aziende dall’agenzia antimafia ma i locali del posto riportano sospetti, specialmente per i nuovi cantieri creati troppo velocemente e senza studi.
In conclusione, nonostante l’ottima pubblicità che queste olimpiadi portano a Milano e Cortina, si può obiettivamente dire che queste Olimpiadi sono e saranno un debito su tutti i fronti: economico, ambientale e sociale. E forse, se e quando tra anni vedremo il crollo di un piccolo paese di montagna, che si tiene in piedi grazie al solo turismo di superlusso, potremmo tracciare l’inizio della fine a questo ambizioso progetto voluto da pochi a danno di molti.
Francesco Allodi e Nicolò Bertani 4E
foto dal sito sherpa-gate.com






