Concorso di poesia: i vincitori

MUSICA, PONTE TRA LE ASSENZE 

É percepire la vita 

con una precisione che punge

con una profondità che complica tutto

 

È lasciarsi avvolgere dalle parole,

scivolare dentro le note

come in certe sere d’ospedale

impastate di lacrime 

e nostalgia per le risate perdute

 

É restare sospesi 

tra ricordi che non tornano 

e melodie che raccontano di noi

 

Perché nulla trattiene il passato

più ostinatamente di una canzone:

basta ascoltarla 

tutto ricomincia a vivere 

tutto ricomincia a scorrere 

oltre la stanza 

oltre la vita

oltre la morte

Alessia Carletti

 

L’ONDA COSTANTE 

Arriva senza bussare

Si siede accanto 

anche quando dici che vuoi stare solo

 

Non chiede spiegazioni

non pretende silenzio perfetto

entra nei corridoi affollati

nelle stanze disordinate

nel battito che accelera 

prima di un’interrogazione

 

Scivola tra i pensieri 

come una formula scritta a matita

pronta a essere cambiata 

ma impossibile da strappare

 

È un’onda precisa 

ha frequenza

direzione

ampiezza

eppure riesce a fare 

ciò che nessuna legge dimostra

trasforma il rumore in senso

 

A volte è caos

come un’equazione che non torna

Altre è equilibrio perfetto

come due membri uguali 

divisi solo da un segno

 

E mentre tutto cambia

voti, amicizie, paure

lei resta costante

più affidabile di una formula imparata a memoria

 

Quando il mondo diventa troppo forte

la musica non lo spegne

lo accorda

Maria Ausilia Pulci

 

SULLO SPARTITO ESSER CRESCIUTO

Vorrei esser nato poesia 

Senza corpo 

Vorrei esser stato scritto sulla ruvida carta 

Esser stato letto e contemplato 

Non vorrei avere corpo 

Rinchiude la mia anima 

Mio spirito in carcere 

 

Vorrei esser nato musica 

Sullo spartito esser cresciuto 

Suonato come suona infinita melodia 

 

Vorrei esser nato infinito 

Scritto, dipinto e suonato nel tempo 

Senza morte 

Senza vita 

Senza corpo 

Senza occhi 

Solo poesia 

Leonardo Corradi

 

SUONA DOLCE COME IL MIELE

La mia chitarra è coperta di nettare 

Ho assaggiato un miele sublime suonando 

Senti vibrare il cuore

mentre alla luce soffusa 

suoni la melodia che placa la tua mente

 

E’ un tramontare dei tuoi affanni 

Mentre vivi il peso delle corde sotto le dita 

E il silenzio conserva ancora gli echi 

Vedi l’alone delle corde sotto le unghie

Non riconosci l’odore di legno che per tanto ti ha accompagnata

 

Malinconi sono i miei giorni 

E l’abisso delle ore che scorrono 

Dentro di me vi è un lago che continua a riempirsi di acqua sporca 

Ma proprio come Orfeo giunge una melodia 

A salvarmi 

Dall’annegare in un mare 

Che mi trascina sempre più via 

 

Queste note sono il mio appiglio in una tempesta 

Non trascurare il candore che ti hanno generato dentro 

Camminerai sempre sull’orlo di un baratro 

Ma cerca di seguire il canto che vien da lontano 

 

Eppure ho ancora un sapore 

sulle labbra, negli occhi, nel cuore 

d’una musica divina 

Sa di luce soffusa 

E di lacrime 

E di un nettare talmente sublime 

Davermi resa ancora più fragile 

Gaia Ossimprandi

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