22 gennaio 2026. Su BSMT, podcast su youtube condotto da Gianluca Gazzoli, esce l’intervista a Vincenzo Schettini, conosciuto online come “la fisica che ci piace”. Le affermazioni del professore hanno scatenato un terremoto mediatico che, nonostante lo scoppio ritardato qualche settimana dopo, è riuscito a scuotere il panorama mediatico italiano nel profondo. Dalla televisione al web, tutti ne hanno parlato, e l’intervento di Schettini a Sanremo non ha fatto altro che soffiare vento sulla fiamma della polemica.
Ma perché uno youtuber così amato dai giovani studenti è finito in mezzo ad una polemica di questa magnitudine? Che cosa potrà aver mai detto, e fatto, di così grave?
Partiamo dalla pratica che ha causato lo scandalo maggiore, quella che ha fatto prima pagina sui giornali e thumbnail (la copertina del video) su youtube, ovvero quella di dare voti in più a tutti quelli studenti che avessero visionato i suoi video e lasciato like, commenti e iscrizioni ed avessero fatto girare il video tramite condivisione. Ci sono diversi problemi che questa pratica genera, primo tra tutti lo sfruttamento degli studenti per il proprio guadagno personale. Infatti il metodo che youtube usa per elargire il vil danaro ai suoi content creator è basato proprio su quelle interazioni che Schettini barattava con i voti. Il prof si è giustificato in un servizio delle Iene, dicendo che con così pochi iscritti non guadagnava quasi nulla, e che non conosceva il funzionamento del social. Questa giustificazione presenta però varie falle: in primis, anche se avesse guadagnato un solo euro, avrebbe comunque sfruttato i propri studenti, secondariamente, possiamo credere nella buona fede del prof, ma dobbiamo accettare che non abbia capito che chiedendo agli alunni di condividere il video, questo concedesse a quest’ultimo una visibilità maggiore.
Vi sono anche altri problemi: il professore, infatti, usava le sue ore scolastiche per registrare, chiedendo agli studenti una mano come registi, ed essi, per entrare nelle sue grazie, facevano la fila per aiutarlo. Schettini però insegna al biennio, e come si può notare da una piccola ricerca sul suo canale, i suoi video toccano anche argomenti come la relatività, e ciò significa che usava lezioni per parlare di concetti che dei ragazzi di seconda non avevano nemmeno le basi per comprendere, come testimoniato da un ex-alunno in una live sul canale twitch ArkanightLive. Inoltre, agli inizi della carriera da influencer, per “convincere” gli studenti a seguire le dirette streaming includeva nelle interrogazioni argomenti che non spiegava in classe, e che venivano trattati esclusivamente nelle live stream.
Ultima criticità nel “metodo Schettini” è che il professore non assegna il voto partendo dal dieci, ma spesso parte dall’otto, e a ciò si somma anche un metodo valutativo molto rigido e ferreo per via del quale per tanti studenti i due voti regalati sono l’unico modo per raggiungere la sufficienza. Gli studenti si sono lamentati più volte con la Dirigente scolastica, ma questa non è mai intervenuta, perché, probabilmente, collusa. La popolarità del prof e dei suoi metodi ha infatti aumentano di molto gli iscritti alla scuola, e perciò egli ha un trattamento privilegiato, anche rispetto agli altri professori.
Allo scoppio di questa polemica i rappresentanti si sono attivati per proteggere la reputazione dell’istituto, chiedendo la possibilità di firmare un comunicato a nome di tutta la scuola. Il comunicato, che in origine era solamente una presa di posizione a favore dell’istituto, è stato poi modificato in seconda battuta per diventare una difesa al professor Schettini, come confermato da vari alunni ed ex alunni.
A sommarsi a tutto ciò vi è anche la liquida opinione su telefoni e pc. Se infatti da un lato Schettini promuove la scuola online, facendo anche uscite come quella riguardante la scuola del futuro, che secondo il professore sarà per la maggior parte online e fruita grazie ad un abbonamento, dall’altro definisce i telefoni come veri e propri portatori di putrefazione mentale, che rovinano le vite.
Dopo aver considerato tutti i fatti, mi è venuto naturale provare ad immedesimarmi in uno studente di questi teach-tokers. Se alla base l’idea può essere molto bella, ovvero cercare di far appassionare più studenti alla propria materia, cercando di calarla in un contesto con barriere meno rigide di quelle scolastiche, penso che la situazione attuale sia degenerata. Si è arrivati piano piano a dei video dove la materia è così tanto banalizzata che il contenuto educativo è praticamente inesistente, se non addirittura sostituito da balletti. Io sono uno studente che apprende molto dalle spiegazioni in classe dei professori e sono conscio che, dopo un periodo iniziale di gioia per le ore buttate, mi ritroverei in ad aver appreso poco e male, sia in vista dell’eventuale verifica che per l’uso futuro di queste nozioni.
Nicolò Bertani






