Se leggi i libri non li bruci

Negli ultimi giorni, in particolar modo ieri 16 ottobre, sono circolati con una velocità disarmante video, foto e audio a dir poco gravi e pericolosi. Alcuni studenti delle scuole superiori di Parma  stavano organizzando una “manifestazione” in cui tutti erano invitati a usare pistole, coltelli, taniche di benzina per appiccare incendi. Nel momento in cui si usa la propria libertà personale per danneggiare un’altra persona, questo è un atto criminale, non una manifestazione. Non è un corteo pacifico. Si chiama vandalismo. Si chiama minaccia aggravata. Si chiama occupazione abusiva. Si chiama minaccia armata a un pubblico ufficiale.  Secondo il nostro Codice penale, gli aggravanti penali per questi reati sono la reclusione da tre a quindici anni e un risarcimento morale e materiale dai 143 ai 20000 euro.

 Si può parlare di malcontento e diritti, ma si parla anche di leggi. Perché quando la responsabilità e la coscienza non sono abbastanza, è giusto far capire quali misure cautelari possono entrare in atto per colpa di un atto impulsivo. La presunta rivolta giovanile era organizzata a sostegno degli studenti in Francia, dove le  tensioni sono cominciate già il 6 ottobre. Gli iniziatori di questa manifestazione violenta qui a Parma sono stati sei ragazzi (già identificati dalla questura) che hanno invitato gli altri studenti attraverso chat Whatsapp a creare disordine utilizzando armi anche contro le forze dell’ordine, occupando negozi e scuole, appiccando incendi con benzina e libri e addirittura isolando ragazze in vicoli per usare violenza su di loro. Nonostante siano stati trovati i “colpevoli” e sia stato intimato loro di annullare la cosa, oggi qualche giovane ha tentato di concretizzare il piano e delle forze speciali sono state assegnate al centro e a zone più periferiche. In tutta questa faccenda, la cosa che mi ha colpito di più è stato il volere creare incendi con i libri e i quaderni, e distruggere parti delle scuole.  

Dobbiamo ricordarci del potere che ha la cultura. La scuola è l’unico luogo che può ancora formare coscienze. L’istruzione ha salvato luoghi malfamati dal degrado, allontana organizzazioni criminali ed è un luogo che dovrebbe essere protetto e rispettato. La scuola non è un nemico. Non capiamo che è proprio per colpa dell’ignoranza che si verificano situazioni di pericolo?

Credo che tutto il caos generato dai messaggi e dalle idee malsane circolate siano state un atto istintivo. Non penso che i giovani non abbiano capacità di intendere e di volere, anzi; però quando un ragazzo prende parte a progetti di questo genere, viene da chiedersi se abbia davvero a cuore il bene della comunità e se conosca fino in fondo le motivazioni che lo muovono a compiere determinati atti. È stato forse anche questo un modo per seguire il branco dei coetanei?  Poiché la forza della massa è una forza veramente indescrivibile. Proprio per questo, andiamo a scuola. Ragioniamo sui fatti. Non distruggiamo un luogo che ci insegna ad essere qualcosa nella vita. Idealmente.

Sebbene la scuola abbia effettivamente tante criticità ancora irrisolte, non miglioreranno se noi non aiutiamo a costruire un dialogo. Se non ci verranno incontro gli adulti, noi riproveremo; bisogna far sentire la propria voce, ma usando l’intelligenza. Nella speranza di costruire un luminoso futuro, tutti insieme in modo pacifico, voglio dirvi di “curare” il mondo culturale. Proteggere no, proteggere è mettere sotto una campana di vetro. Ma curare, curare è meraviglioso. Mi sento di dire, ai miei coetanei: i libri leggeteli, non bruciateli. Troverete qualche riga inspirante a offrirvi salvezza.

Gaia Ossimprandi 2M

 

foto da Vanity fair

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