Speranza di Dino Natale – 2025 – National Geographic
“Non trovo nessun altro con cui desidero che tu viva, se non te stesso”.
Lettera 10 – Il saggio e la solitudine
Seneca affronta il tema della solitudine nella Lettera 10 a Lucilio, interpretandola come una dimensione accessibile solo a chi ha raggiunto un grado di saggezza tale da non recare danno a sé stesso. Per lo stoico, riuscire a vivere con la propria interiorità è una prova di maturità: solo chi è saggio può permettersi il silenzio e l’assenza degli altri senza esserne turbato.
Per rappresentare questo pensiero abbiamo scelto la fotografia di una pianta che cresce nel mezzo del deserto. A prima vista sembrerebbe nata nel posto sbagliato; eppure, in quell’isolamento, troviamo un simbolo di forza. In un mondo in cui molti faticano a restare da soli e colmano ogni vuoto con stimoli continui, emergono invece coloro che sanno convivere con la solitudine e con sé stessi.
Se per Seneca la solitudine è il ritorno all’interiorità e la condizione che permette di fortificarla, il filosofo contemporaneo Byung-Chul Han riconosce nella “noia profonda” un’esperienza altrettanto necessaria. Nella società iperconnessa e produttiva di oggi ogni pausa viene riempita da notifiche, contenuti, distrazioni. Ma è proprio la noia profonda, il restare soli con i propri pensieri senza cercare fughe immediate, che permette un contatto con la propria interiorità.
5E: Sebastiano Chiussi, Samuel Ronchini






