Diciottesimi: ecco cosa si cela dietro alle foto sorridenti

Compiere diciotto anni è  come cadere nella tana del bianconiglio, ti senti catapultato in un mondo sottosopra e confuso. All’apparenza sembra tutto uguale a prima, la routine è sempre la stessa, ma dentro di noi c’è la sensazione che qualcosa sia cambiato.

Raggiungere la maggiore età rappresenta un passaggio importante perché segna la fine dell’infanzia e l’inizio di un’età più adulta, più matura. Non sempre le persone sono interessate a festeggiare il compleanno… tuttavia ragazzi che non hanno mai sentito l’esigenza di farlo si ritrovano a organizzare proprio il diciottesimo. Ma perchè? Si può ritenere questa scelta un proprio desiderio o un’imposizione sociale?

Per capirlo dobbiamo prima scoprire cosa si cela dietro l’organizzazione di un compleanno.

Lo step zero è capire chi invitare; questa è forse la parte più difficile dell’organizzazione. Da una parte troviamo loro: “I Collezionisti di presenze” che preferiscono invitare anche chi non vedono dalla prima comunione, dopo che l’ultimo messaggio che si sono scritti è stato: “Ciao, mi passi gli appunti di matematica?” lasciato con il visualizzato. Dall’altra ci sono “I pochi ma buoni” che inviterebbero solo le tre persone con cui riescono a parlare per più di cinque minuti.

Superato il primo dramma, è il momento di scegliere la location. Il sentimento che ci assale questa volta è l’isteria: la location deve essere della giusta grandezza, se è troppo grande risulta dispersiva, ma se è troppo piccola risulta angusta per una festa importante. Allo stesso tempo però bisogna pensare anche al budget perchè se troppo costosa e senza allestimenti tocca fare tutto da sé spendendo un altro mese di stipendio dei genitori. Per rovinare il tutto basta solo un altro compleanno lo stesso giorno e già bisogna rifare tutto da capo.

Scelto il posto, manca il simbolo che rappresenta ogni compleanno, che fa capire a tutti gli invitati che sono lì per festeggiare: la torta.  Esiste la torta perfetta? Si deve pensare alla forma, la dimensione, ai gusti… E se poi non piace a tutti? E’ un dramma continuo.

Se siete riusciti ad arrivare fino a questo punto della vostra organizzazione probabilmente avete pensato più di una volta di abbandonare la nave e festeggiare  in casa in pigiama e col vostro cane.

Se invece decidete di voler arrivare fino in fondo, sappiate che una festa non si può definire tale senza un vestito come si deve. Per i ragazzi la ricerca è semplice: una camicia basic e un paio di pantaloni eleganti, le ragazze invece cominciano a disperarsi già un anno prima. Chi festeggia senza il vestito perfetto? Lunghezza giusta, colore giusto, ricami, brillanti e chi più ne ha più ne metta.

Ma allora se tutto è così stressante perché lo festeggiamo, lo vogliamo davvero? Alla fine, anche se si passano mesi così devastanti, il giorno del proprio compleanno resta sempre speciale: festeggiare con tutte le persone a cui si tiene è sempre una bella sensazione. Anche se a volte può sembrare che siamo condizionati da chi ci sta intorno o ci sentiamo in dovere di festeggiare, forse si rivelerà una scelta felice.

Chiara Boschi e Alice Camera 4E

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