Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, sancito dall’articolo 4o della Costituzione, ma anche uno strumento fondamentale per esprimere il proprio dissenso o disagio. Tuttavia, non potremmo parlare di sciopero, nè di diritti dei lavoratori, senza parlare dei sindacati. Ma, prima di tutto, cosa sono?
Un sindacato è un ente di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro e funge da garante dei loro diritti. Potremmo facilmente pensare che siano un’invenzione esclusivamente moderna, invece le prime fonti di proto-sindacati risalgono all’Antica Roma, con le collegia, gruppi di imprenditori nati con lo scopo di difendere i loro pari davanti alle istituzioni. In seguito, nel Medioevo sorsero le Gilde, nel Nord Europa, e le Corporazioni, nel Sud. Esse riunivano tutti coloro che esercitavano una stessa professione e avevano lo scopo di autoassistenza tra i partecipanti.
I sindacati come li conosciamo oggi nascono nell’Inghilterra della Prima Rivoluzione Industriale: le Trade Unions. All’epoca le condizioni lavorative erano estremamente precarie. Spesso venivano assunti donne e bambini per stipendi miserabili e senza alcuna garanzia di sicurezza. Gli operai vivevano in quartieri sovrappopolati e malsani. Tutto ciò rese necessario formare i sindacati per rendere più sopportabile la vita dei lavoratori.
I sindacati furono legalizzati tra il 1868 e il ’71 e si venne a creare un organismo di coordinamento delle organizzazioni sindacali, il Trades Union Congress, che oggi riunisce 58 sindacati e 6,2 milioni di iscritti. In breve tempo, queste associazioni si diffusero in Europa: i primi Paesi furono Belgio, Austria e Spagna, mentre Francia e Germania seguirono poco tempo dopo. Anche negli Stati Uniti, nacquero le prime associazioni, tra cui i Knights of Labor, nel 1869, che chiedevano orari di lavoro sostenibili e migliori condizioni di lavoro per gli operai industriali.
E in Italia? Tra il 1840 e il 1850 sono nate delle prime associazioni protosindacali di mutuo soccorso per gli operai. Da esse si svillupparono diverse associazioni come la Società dei compositori tipografi torinesi, la Federazione Nazionale dei Tipografi, le Leghe di resistenza e,, negli anni ’90 dell’ottocento, le Camere del lavoro. Il primo cordinamento sindacale come lo intendiamo oggi nacque il 29 settembre del 1906 a Milano: la Confederazione Generale del Lavoro (CGdL).
A oggi, in Italia, i maggiori sindacati sono CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati Liberi) e UIL (Unione Italiana del Lavoro). Inoltre sono presenti dei sindacati minori autonomi. L’organizzazione con maggiori iscritti è CGIL.
I sindacati sono, al giorno d’oggi, essenziali per la garanzia dei diritti dei lavoratori, offrendo loro assistenza legale e per la compilazione di pratiche. Inoltre garantiscono che chi rappresentano abbia una voce e che questa voce venga ascoltata. Per questo motivo è essenziale che i futuri lavoratori siano informati sia dei loro diritti sia degli organi che possono salvaguardarli.
Elena Notari
Immagini: www.europeanaffairs.it






