Marty Supreme: una partita per l’umanità

Dal 22 gennaio al cinema è uscito il nuovo film Marty Supreme di Josh Safdie, che vede come protagonista Timothée Chalamet. Il film parla di Marty Mauser, un il venditore di scarpe di New York, che non si vuole accontentare di fare questo nella vita: avendo la passione e il talento per il tennistavolo decide di andare a Londra per partecipare ai campionati mondiali. 

Un dettaglio che viene subito messo in evidenza nel film è che Marty è ebreo. Questo non è essenziale per il corso della sua storia,  ma allo stesso tempo è parte fondante del suo essere: in ogni occasione porta sempre con sé una collana d’oro con la stella di David, per ricordarsi le sue origini. 

Il fatto di essere ebreo lo porterà a stringere amicizia con Alex Ehrlich, un giocatore di tennistavolo che batterà a Londra. Durante una cena, il braccio di Alex è scoperto e lascia intravedere i numeri con cui marchiavano i prigionieri ebrei. In questa scena viene raccontato un episodio terribile della deportazione: al campo alcune delle SS lo avevano riconosciuto come campione di tennistavolo, dunque avevano da subito mostrato una grande simpatia per lui. Grazie a questo favoritismo, gli insegnarono a disinnescare le bombe ai margini del campo; un giorno vide un grande alveare e uno sciame di api e gli venne un’idea: con del fumo fece volar via le api, in modo tale da potersi avvicinare al favo col nettare. Dopodiché si spogliò e si cosparse il corpo di miele: arrivata la sera e tornato nelle baracche si lasciò leccare dai suoi compagni, in modo che avessero qualcosa da poter mangiare. 

Questo racconto è stato a dir poco sconvolgente: le condizioni di vita nelle baracche erano terribili, gli uomini e le donne erano ridotti a scheletri e senza l’aiuto di qualcuno si rischiava di morire. 

Ciò che più colpisce è il modo in cui Alex riesce ad entrare nelle grazie delle SS: grazie al suo talento sportivo. Per un caso fortuito è riuscito a tenersi in vita fino alla fine della guerra: ma se nessuno lo avesse riconosciuto? Se non fosse riuscito a entrare nelle grazie delle SS? Forse sarebbe finita diversamente, forse non sarebbe sopravvissuto. Come ben sappiamo, la condizione dei prigionieri era legata a un si o a un no, la loro vita era nelle mani di uomini che potevano averti in simpatia o ti potevano sparare a vista da un momento all’altro. E il gesto di cospargersi di miele per i compagni alle baracche, colpisce profondamente: Alex rischia molto per poter aiutare i suoi compagni, malgrado questo non cambi la loro situazione, malgrado questo non sfami tutti quanti.  Alex cerca di non lasciarli inermi alle atrocità dei lavori forzati.

Le tragedie della Seconda Guerra Mondiale sono errori indelebili che rimarranno per sempre nella storia del mondo, ma siamo ancora in tempo per non lasciare errori simili nell’attualità. Imparare dal passato vuol dire essere in grado di non restare indifferenti alle tragedie che ci circondano, vuol dire manifestare il proprio orrore e sapere che non siamo soli al mondo. E la Shoah è solo una delle cose che non dovremmo mai dimenticarci.

Chiara Boschi 4E

Foto di NonSoloCinema

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