Parliamo di sciopero: la voce dei lavoratori dell’antico Egitto

Negli ultimi mesi sono stati indetti diversi scioperi a cui i lavoratori di diversi settori hanno aderito con più o meno partecipazione.

Anche le nostre giornate di studenti e studentesse, talvolta, sono state condizionate da questi scioperi e in redazione ci siamo interrogati su quanto lo sciopero oggi possa avere efficacia, sul perché alcuni aderiscano con convinzione ed altri meno, sul senso dello scioperare oggi.

Ma quando ebbe origine il fenomeno dello sciopero?

Fin dall’antichità si scioperava, lo possiamo vedere in un documento di eccezionale importanza conservato al Museo Egizio di Torino, il cosiddetto papiro dello sciopero. Questo documento è un papiro e attesta il primo sciopero conosciuto della storia risalente al tempo del faraone Ramesse III, durante la fase del nuovo regno, ed è stato trovato presso il villaggio di Deir El Medina nel 1880. Il contenuto di questo papiro riporta una serie di proteste da parte di alcuni operai perché non venivano corrisposte regolarmente le razioni alimentari che spettavano loro come paga per il duro lavoro svolto nella valle dei re. Da ciò si capisce come il mancato pagamento dei lavoratori portò a molte ribellioni che determinarono, in parte, il declino del popolo egizio. Il testo è lungo e lacunoso, infatti non si sa esattamente a cosa questo antichissimo sciopero portò.

ECCO ALCUNI PASSI DEL DOCUMENTO

Anno 29, secondo mese della stagione dell’inondazione, giorno 10. In questo giorno la squadra ha passato i 5 posti di controllo della necropoli dicendo: “Abbiamo fame! Sono già trascorsi 18 giorni in questo mese” E andarono a sedersi nel retro del tempio funerario di Thutmosi III.”

 

Da questo breve passaggio possiamo capire che gli operai dovettero dar vita a un vero e proprio sit-in come nelle odierne manifestazioni di protesta.

 

Se siamo arrivati a tanto, è stato a causa della fame e della sete. Non ci sono abiti, né unguenti, né pesce, né verdura. Scrivete al faraone, il nostro signore perfetto, riguardo alle nostre parole, e scrivete al Visir, il nostro superiore, perché ci siano date le provvigioni.”

 

Gli scioperanti denunciano anche la corruzione dei funzionari. In altri documenti dell’epoca ci informano che questi operai avevano diritto a precisi turni di riposo e al godimento delle festività religiose e il mancato rispetto di questi semplici diritti aveva provocato una reazione forte e una rivendicazione mediante lo strumento dello sciopero.

 

1T Chloé Ugolotti e Martina Trepiccione

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