Stasera sarà l’attesissima notte di capodanno, e ognuno di noi si ritroverà a salutare il vecchio anno e festeggiare l’arrivo di quello nuovo: il 2026. Alcuni di noi sperano che l’anno nuovo porti con sé una rivalsa, altri rimpiangono la fine del 2025 perché rimangono legati a molti bei ricordi. Prima di accogliere ufficialmente questo nuovo anno, che si spera sempre sia migliore di quello passato, ritengo importante fare un riassunto di tutto quello che è successo nel mondo.
Quali sono state le notizie più clamorose di quest’anno?

Io ne ho selezionate solo alcune, ma ce ne sono altrettante di cui si potrebbe discutere per un altro anno intero. Quindi partiamo subito da una notizia che ci siamo portati direttamente dal 2024: l’elezione di Donald Trump. Dopo lo spoglio dei voti, Trump ha dovuto attendere fino a gennaio per poter tornare ufficialmente alla Casa Bianca. Fin dai primi giorni ha iniziato a dire chiaro e tondo qual era il suo piano politico: Make America Great Again. E per rendere rendere l’America “great” di nuovo, inizia la guerra dei dazi: il Presidente ha deciso di implementare il commercio statunitense all’interno del proprio territorio, perciò ha costretto gli altri paesi a pagare dei dazi elevatissimi. I primi mesi sono stati i più complessi, da un punto di vista globale, ma verso la fine del 2025 forse stiamo riuscendo a trarne conclusioni non così pessimistiche come si credeva agli albori.

Una notizia che non potremo mai dimenticare è la morte di Papa Francesco: è stato un grande papa che molti giovani ricordano con immenso affetto, ma soprattutto come un papa buono. Papa Francesco è stato il primo papa gesuita e nei suoi dodici anni di pontificato ha portato all’interno del papato un’esistenza il più vicino possibile a quella che condusse San Francesco. Dopo questo grande lutto mondiale, è stato aperto il Conclave: chi sarà adesso a guidare la Chiesa cattolica di Roma? Il successore di Francesco era un uomo quasi sconosciuto, non tra quelli che si ritenevano i favoriti. Papa Leone XIV ha subito generato scalpore per le sue origini americane ma già dal suo primo discorso ai fedeli “la pace sia con voi…una pace disarmata e disarmante” ci ha fatto capire che sarà capace di grandi cose.

Torniamo adesso alle notizie americane: se vi dessi delle parole chiave come conservatore, attivista, aborto ed assassinio, cosa vi verrebbe in mente? Stiamo parlando della morte di Charlie Kirk: una tragica scomparsa che è riuscita a creare scalpore da una parte all’altra dell’oceano. Le opinioni si sono nettamente divise in due: chi diceva che la morte di Kirk fosse giustificata, vista la propaganda contro il diritto sull’aborto per cui le donne stanno combattendo da decenni. Mentre altri lo immolano come l’agnello sacrificale per il coraggio di esprimere la propria opinione. La morte di Kirk è sicuramente un lutto, e non si può dire che sia giusto assassinare un uomo per l’espressione dei propri pensieri, ma quante donne hanno visto nei suoi discorsi un pezzo dei loro diritti spezzarsi?

Spostiamoci a est della cartina, in Nepal, e parliamo della cosiddetta “Protesta della Gen Z”: di cosa si tratta esattamente? La visione di una possibile repressione del diritto di espressione ed opinione. La miccia che ha appiccato l’incendio, letteralmente, è stata la scelta del Primo Ministro di bloccare ogni tipo di piattaforma social. I ragazzi della Gen Z, studenti come noi, hanno deciso di organizzare proteste che sono sfociate in rivolte sedate con le armi. In poco tempo tutto il paese era in subbuglio: la casa del Primo Ministro in fiamme, il Parlamento vicino a dover cedere insieme alla Corte Suprema. Per placare il tutto il Primo Ministro ha dovuto dare le dimissioni e l’esercito è riuscito a mediare una pace. Ma cos’è che più di tutto colpisce in questa rivolta? Per prima cosa la capacità organizzativa di semplici ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, in grado di mettere in atto una rivolta, ma anche l’istinto primario di non farsi togliere un diritto che per loro è fondamentale: potersi esprimere. Nella società odierna ciò che è più caro sono i diritti: nel momento in cui questi vengono tolti, tutti metterebbero in gioco la propria vita come è successo in Nepal?
Mettiamo un focus sulla Francia e su una notizia che ha portato scompiglio e ha fatto perdere credibilità alle autorità francesi: il furto dei gioielli al Louvre. Il primo scandalo è stato il furto in pieno giorno, a seguire si è scoperto che la password del sistema di sicurezza era proprio “Louvre”. E per concludersi la ciliegina sulla torta: pare che l’ispettore avesse le stesse sembianze di Hercule Poirot…proprio un caso da romanzo giallo. La perdita dei gioielli è senz’altro disastrosa, sia da un punto di vista monetario ma soprattutto culturale: alcuni tra i costosi gioielli erano stati indossati dalla seconda moglie di Napoleone, altri dalla moglie di Napoleone III e rappresentavano un valore inestimabile per la storia della Francia. Questa truffa è stata sicuramente la notizia più comica da seguire: i giorni trascorrevano nel tentativo di scoprire il colpevole e più si scopriva quanto il sistema di sorveglianza del Museo Louvre era inadeguato in caso di rapina.


Vorrei concludere questa carrellata di notizie con un fatto che ha dato un nuovo punto di vista al mondo intero: la missione della Flotilla. Purtroppo la guerra tra Israele e Palestina non è mai mancata in ogni edizione di telegiornale o testata giornalistica, è stata una costante del 2025 che non ci ha mai abbandonati. Con la Flotilla gli attivisti hanno cercato di dare il loro aiuto umanitario per salvare le persone a Gaza, ma anche questa volta non ci sono riusciti: gli israeliani li hanno fermati poco prima di raggiungere le coste. Prima arrestati e poi rimpatriati. Questi attivisti hanno deciso di non rimanere indifferenti davanti a tali orrori, sono partiti per cercare di dare una mano e anche se non sono riusciti nelle loro imprese, hanno dimostrato che tutti possono fare la differenza. Ognuno di noi deve davvero crederlo.
E’ importante inoltre che ognuno di noi, nel suo quotidiano, si ritagli del tempo per informarsi sugli avvenimenti che succedono nel mondo, perché anche noi ne facciamo parte e dobbiamo essere consapevoli. Guardare i telegiornali, leggere alcuni articoli di testate, o anche solo leggere i post social di alcuni giornali, significa avere a cuore l’avvenire del nostro pianeta.
Auguro a tutti un buon 2026 e di accogliere questo futuro anno senza mai dimenticare quello passato.
Chiara Boschi 4E
Foto in copertina di Veronica Panziroli 4E






