I SENSI E IL LIMITE DEL SENSO NELL’ARTE

I sensi recepiscono l’opera d’arte in toto, aperti e disponibili a comprendere.

La ragione è invece dubbiosa, diffida dei sensi perché essi sono fondati sull’istinto. La ragione è sposata col pensiero. La ragione è influenzata dal contesto che le ruota attorno. La ragione ha bisogno di senso.

I sensi sono liberi e concupiscenti. I sensi danno immagini volteggianti senza alcun freno.

La ragione frena, stabilisce ciò che per il contesto è vero o non vero. Il vero è per la ragione ciò che garantisce la sopravvivenza. Se fosse per i sensi, questi trascinerebbero senza limiti alla distruzione del contesto.

L’opera d’arte rompe, anzi distrugge gli schemi e libera da essi. Dà  e permette la creazione di nuova vita. Sensi e senso sono due facce dell’opera d’arte. Per i primi c’è lo sprigionamento della gioia, lo  <<scatenamento>> delle forze interiori che muovono. Per il secondo c’è il bisogno di dare limiti, di dare livelli di visione. Così l’opera d’arte è recepita sensuale se chi la guarda si abbandona; la vede muoversi anche se fissa. Mentre chi è fermo su legittime posizioni del proprio vissuto vuole formulare un giudizio o più giudizi. I giudizi sono per loro natura parziali e valutativi. S’informano dell’influenza che dà il contesto. E così per il senso conta la vittoria, il trofeo da esibire, la vanagloria spocchiosa e decadente.

I sensi abbattono le barriere. Sono antitetici ai postulati di civiltà borgese, (mero conformismo), per la quale è bello solo ciò che è codificato, anche a ragione, e posto in alto per essere irraggiungibile dai più, fissandosi sull’idolatria dell’opera d’arte. Il senso rimette limiti. Nel contesto in cui viviamo i limiti sono necessari. Frenano lo scatenamento dell’infinito.

dav

L’artista racchiude la sua opera d’arte all’interno di una cornice come se volesse controllarla; la dispone su un piano delimitato; la combina in certe posizioni di vista; traccia un percorso che ha avuto un inizio e una fine; riflette appieno su di essa; le trova significati. Mette lui stesso il limite voluto dal senso. E l’opera d’arte prende senso: in quella cornice v’è la rappresentazione di un breve momento di gioia accomunante.

L’artista mette in gioco se stesso e invita chi guarda la sua opera a fare altrettanto. Egli educa i sensi. 

Sa che per dare vita all’opera d’arte deve liberarli come se fossero dei piccioni viaggiatori che devono librare nell’aria, ma che tornano da dove sono partiti.

L’opera d’arte moderna e post moderna include persino la propria fantasiosa illeggibilità. L’uomo rischia di non riconoscersi in quel flusso d’immagini strane o di palline infantili o di tondini <<che non hanno senso>> e che fanno esprimere chi la guarda un giudizio affrettato e borghese, suo malgrado.

La verità è che chi guarda l’opera d’arte è impossibilitato ad abbandonarsi a essa, perché ha paura di perdersi e poi non ritrovarsi. Ha paura a rinunciare allo schema del senso. 

Nel racconto di Dino Buzzati “I sette messaggeri”, il sovrano del regno manda i suoi sette messaggeri a esplorare i confini del regno. I sette messaggeri non faranno più ritorno al regno d’origine, perché il regno non ha confini e perciò andranno sempre avanti, senza alcun limite. Vale per l’opera d’arte la stessa cosa: varcare i confini di se stessi e andare avanti per non fare più ritorno. Ce lo possiamo permettere? No.

Allora ci dobbiamo tenere stretti al nostro limite di senso quando non capiamo un’opera d’arte? Sembrerebbe di sì.

dav

Una sintesi tra sensi e senso è quella di porsi almeno nell’ottica di muovere i primi passi al di là del regno di noi stessi, seppure per poco e avere la possibilità di tornare indietro. Pigiamo la creta plastica, deformiamola senza essere dei Michelangelo, dei Raffaello. Perché anche questi ultimi erano giudicati dalla mentalità conformista di quei tempi ed erano considerati estranei ai canoni artistici. Facciamoci forza a non giudicare ciò che <<per noi è estraneo a noi>> e l’opera d’arte ci cullerà nella sua onda gioiosa.

 

Marco Ancona

 

  • tags

Può interessarti...