Het Achterhuis: il retrocasa

Otto persone, poche stanze e la paura di essere scoperti e catturati. Questo è ciò che accompagnerà Anne Frank nei suoi due anni di permanenza al Prinsengracht 263-267, 1016 GV di Amsterdam che lei definirà “Il nascondiglio segreto” o più semplicemente “Il retrocasa”. Gli occupanti della casa sono: Otto, Edith, Margot e  Anne Frank, Hermann, Auguste e Peter Van Pels e Fritz Pfeffer. Degli otto inquilini alla fine della guerra ne rimarrà solo uno: Otto Francasa_di_anna_frankk.

L’entrata del nascondiglio è nascosta dalla libreria girevole; a varcarla si ha una strana sensazione: si è consapevoli che oltre quella “porta” si sono incrociati i destini di otto persone che speravano di non cadere nelle mani dei loro aguzzini. Questa casa è in netto contrasto con le atmosfere della città, dove si respira tolleranza e liberalismo. In quei pochi metri cubi di spazio si vive ancora l’aria delle restrizioni e della paura di quegli anni. Le stanze sono piccole, spoglie, con più letti nella stessa camera, addirittura i signori Van Pels dormivano nel cucinotto.

Ciò che salta all’occhio appena si entra in questo nascondiglio è la sensaziocasa Anne Frankne di claustrofobia che ti causano quelle scale strette e ripide in perfetto stile olandese, la scarsità di finestre e quelle che c’erano dovevano essere rigorosamente chiuse con le tende tirate. Pensare che gli inquilini durante il giorno dovevano cercare di non fare il minimo rumore in modo che i dipendenti della ditta sottostante non li sentissero. Era proibito ridere a voce alta in quanto qualcuno poteva sentire. Noi adesso soffochiamo le risate quando siamo in classe o in un museo. Il massimo che può capitarci è una sgridata mentre Anne e gli altri clandestini rischiavano di venire catturati e deportati.

All’interno della casa sono conservate alcuni manoscritti originali di Anne, compreso il diario che tutti conosciamo come simbolo di ciò che è stata la persecuzione contro gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, che è stato pubblicato per la prima volta in olandese il 25 giugno 1947 con il titolo Het Achterhuis (il retrocasa).

i clandestini

In questo diario Anna scrive:

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.

Elisa Estasi

 

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